Il 19 Marzo 1946 venne fucilato nel Forte di Chatillon, nell’Alta Senna, Marcel Bucard, militare e politico francese, fondatore del Partito Francista, le cui idealità, piuttosto convergenti con quelle dell'Action Française, si ispiravano dichiaratamente al Fascismo Italiano.

   

1. Marcel Bucard, cenni biografici

Marcel Bucard nacque a Saint-Clair-sur-Epte, in Val d’Oise, il 7 Dicembre 1895. Studiò in un collegio Cattolico ed entrò in Seminario, con l’intenzione di farsi prete. Tuttavia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale ritiene suo dovere arruolarsi volontario. Distintosi per coraggio e valore, da Caporale diventa alla fine del conflitto Capitano. Fu pluridecorato e insignito della Legion d’Onore. Abbandonata l’intenzione di consacrarsi al sacerdozio, Bucard si sente attratto dall’attività politica. Si presenta perciò alle elezioni del 1924 nel Blocco Nazionale, un raggruppamento politico che comprendeva sia liberalconservatori che nazionalcattolici. Viene però battuto. 

Decide quindi di aderire per qualche tempo alla Federazione Nazionale Cattolica, ma presto individua nei gruppi degli ex combattenti della Grande Guerra i portatori delle autentiche idealità francesi, ritenendo totalmente sbagliati i presupposti della politica post-bellica ufficiale. Diviene così Dirigente della Legione, il gruppo paramilitare fondato nel 1925 da Georges Valois e organizzato da André d’Humières. Inizia in quel periodo ad ammirare la politica Fascista d’Italia ed aderisce subito ai Faisceau dello stesso Valois. In tale movimento si occupa dal 1926 della propaganda, collaborando altresì con Gustave Hervé, fondatore della Milizia Socialista Nazionale e direttore del quotidiano La Victoire. Nel 1927 però si palesa un grave attrito con Valois, che riteneva Mussolini non sufficientemente rivoluzionario. Bucard si volge perciò alla collaborazione con François Coty e il suo quotidiano L'Ami du peuple, in cui diventa curatore della pagina settimanale dedicata ai combattenti.



Nei primi anni ’30, Bucard decide di fondare un suo movimento originale, dichiaratamente Fascista: il 29 Settembre 1933 nasce ufficialmente il Movimento Francista, “movimento d’azione rivoluzionaria” con una forte impronta spirituale. Il gruppo, decisamente antigovernativo e in generale fiero oppositore del regime della III repubblica, partecipa subito ai moti del 6 Febbraio 1934. 



Fautore dell’universalità dell’idea Fascista, da applicarsi in modo differente in base ai diversi contesti etnici e culturali, partecipa con fervore al Congresso internazionale Fascista di Montreux, in Isvizzera, che si svolse nel Dicembre del 1934. In tale sede, sulla delicata questione ebraica, si schiera nettamente coi gruppi contrari all’antisemitismo, ottenendo la condanna di qualsivoglia campagna d’odio contro gli Ebrei in generale, cosa ben diversa dalla legittima opposizione alla plutocrazia ebraica internazionale. Ottenne riconoscimenti da Benito Mussolini come autentico esponente del Fascismo Francese. 

Nel 1935 il regime del Fronte Popolare, considerandolo un pericoloso nemico politico, scioglie con la forza il movimento. Tra il 1936 e il 1939, Bucard lavora instancabilmente per ricostituire il movimento, prima col nome di Associazione degli Amici del Francismo e, dal 1938, come Partito Unitario Francese d’Azione Socialista e Nazionale (PUFASN). 

Nel 1941, Bucard rifonda il Partito Francista e partecipa al nuovo Stato Francese sorto in seguito all’occupazione tedesca, al cui vertice si insedia il Maresciallo Petain. Assieme al Partito Popolare Francese di Jacques Doriot ed al Raggruppamento Nazional Popolare di Marcel Déat, è uno dei tre principali movimenti che supportano lo Stato Francese. E’ tra i fondatori della Légion des volontaires français contre le bolchevisme (LVF), destinata a partecipare alla Crociata contro il bolscevismo in atto con l’Operazione Barbarossa. Tuttavia ne esce con i suoi miliziani allorché essa viene inquadrata direttamente nella Wehrmacht. A causa del peggiorare delle sue condizioni di salute, dovuto al riacutizzarsi di vecchie ferite di guerra, è costretto a diminuire la sua attività politica. 

Il 15 Luglio 1944 fu arrestato in circostanze molto strane, ufficialmente con l’accusa di furto. Rinchiuso alla Santé, viene liberato il 29 Luglio riuscendo a rifugiarsi in Germania. Di lì cerca di riorganizzare la resistenza contro gli Alleati, tornando in Francia, attraverso azioni di sabotaggio. Persa ormai la guerra, cerca invano di riparare in Spagna e viene arrestato a Merano nel Giugno del 1945. Estradato subito in Francia, viene processato dalla Corte di giustizia della Senna e condannato a morte dai vincitori il 21 Febbraio 1946. 

Fucilato il 19 Marzo, prima di spirare grida «Vive la France!» o, secondo altri, il tipico saluto Francista: “Qui vive? France!” Fu assurdamente vietato che le sue spoglie fossero sepolte nella cappella di famiglia; si trovano perciò, accanto a quelle della moglie Teresa deceduta nel 1974, che fu l’organizatrice della sezione femminile del partito e gli aveva dato quattro figli, nel cimitero di Thiais, nella Valle della Marna.


2. Il Francismo: principî e valori




La caratteristica principale del Francismo è la netta opposizione al parlamentarismo. Secondo i valori francisti un regime organizzato da partiti e classi in lotta tra loro non può funzionare e poiché la Francia era diventata nel primo dopoguerra il prototipo di quel tipo di regime, i francisti non potevano che essere fieramente ostili al tipo di Stato in cui si trovavano a vivere. Anticlassismo e antipartitismo erano fondamentali per Bucard e i suoi seguaci, tanto che essi stessi non si consideravano un “partito” nel senso originario della parola (cioè “fazione”). La struttura dello Stato per essi dev’essere chiaramente identificata in alcuni organi essenziali: 

  • Un Comandante, che possa chiaramente tracciare le linee generali della politica nazionale;
  • Un Corpo Legislativo competente, espressione della Rappresentanza Corporativa dove il popolo converge sulla base della partecipazione alla vita produttiva del Paese, senza alcun riferimento a partiti o classi
  • Un Amministrazione decentralizzata con funzionari di alto livello morale, degni rappresentanti delle varie aree della Nazione

Dal punto di vista religioso, il Francismo rifiuta sia il clericalismo che l’antireligiosità. Ritiene fondamentali i Concordati, attraverso cui i principî positivi della Religione divengono patrimonio della vita nazionale. 

Circa la questione istituzionale non ha avversione preconcetta per il sistema monarchico, ma lo ritenne negli anni ’30 lontano dalle esigenze attuali della popolazione, mantenendosi perciò nel suo coevo contesto repubblicano. 

Dal punto di vista spirituale si ha un notevole richiamo alla Romanità. Come disse Bucard: “Se Roma costituisce la pietra fondamentale della nostra civilizzazione, la Francia ne è la chiave di volta attraverso cui tutto l’edificio si mantiene e si armonizza. Dalla fragilità o dalla solidità del loro blocco dipende la rovina o l’avvenire della Città umana.” 

Politicamente il Francismo rigetta ogni divisione di tipo tradizionale (destra/sinistra) e si considera indifferentemente di destra o di sinistra a seconda dei casi e degli argomenti. In particolare rifiuta in toto la “destra” cosiddetta “liberale” e la “sinistra” cosiddetta “comunista”. Accoglie invece in toto la “destra” cosiddetta “nazionale” e la “sinistra” cosiddetta “sociale”. 

Dal punto di vista della politica estera, il Francismo auspica la collaborazione di tutti i movimenti che in tutto o in parte si richiamano agli ideali Fascisti e si considera Europeista: in prospettiva tutti gli Stati Fascisti Europei devono dar vita a un grande raggruppamento collaborativo internazionale che possa portare benessere al mondo: secondo Burcard il Fascismo costruirà gli “Stati Uniti d’Europa”. In particolare occorre ricucire il rapporto con la Germania, che da tradizionale nemica deve diventare alleata, nel comune interesse supremo della pace tra i popoli. Bisogna perciò correggere tutti gli eccessi del Trattato di Versaglia e riparare le umiliazioni cui hanno dovuto soggiacere i vinti. 

Circa l'aspetto economico, l’agricoltura dev’essere al massimo valorizzata come settore portante della Nazione.



La divisa del Francista è la camicia blu con cravatta blu scuro; l’emblema è la bandiera francese caricata dall’insegna francista, costituita da una ruota dentata che attraversa un fascio di spiga di grano da cui emerge la francisca, arma di difesa dei Franchi: essa simboleggia l’unione dell’agricoltore, dell’operaio e del soldato; il motto è “Paix, Justice, Ordre”; il saluto è Romano: si domanda “Qui vive?” e si risponde “France!”. 

Di seguito il testo dell’Inno Francista, in lingua originale e in traduzione. 


Depuis la frontière neigeuse 

Jusqu'aux rivages ensoleillés, 

Une jeunesse aventureuse 

S’enrôle sous le baudrier. 

Gars de l’usine ou de la terre, 

Laisse le moujik à Moscou! 

Et chasse la clique étrangère 

Qui veut te dresser contre nous!


Rit. Viens avec nous, mon camarade 

Viens avec nous, ta place est dans nos rangs! 

La côte est rude et la route est maussade 

Mais nous ferons le parcours en chantant! 

Les parlements sont en détresse 

Et la victoire est au bout du chemin! 

Apporte-nous ta force et ta jeunesse 

Pour obtenir du travail et du pain! 


Tribuns vendus et mauvais maîtres, 

Un jour enfin vous comprendrez 

Que vous n'avez qu'a disparaître 

Dans un pays régénéré. 

Avec le peuple qui travaille, 

S'il nous faut aller jusqu'à vous, 

Le chef conduira la bataille 

Et nous le suivrons jusqu'au bout! 


Rit. 



Dal confine innevato 

Alle sponde soleggiate, 

Una gioventù avventurosa 

S’arruola col budriere*. 

Ragazzo proveniente dalla fabbrica o dai campi, 

Lascia il muzhik** a Mosca! 

E da’ la caccia alla cricca straniera 

Che vuole metterti contro di noi! 


Rit. Vieni con noi, mio camerata 

Vieni con noi, il tuo posto è nei nostri ranghi! 

La costa è accidentata e la strada è cupa 

Ma faremo il percorso cantando! 

I parlamenti sono in difficoltà 

E la vittoria è alla fine del cammino! 

Portaci la tua forza e la tua giovinezza 

Per ottenere lavoro e pane!

 

Tribuni venduti e cattivi maestri, 

Un giorno finalmente capirete 

Che dovete solo scomparire 

In un paese rigenerato. 

Con il popolo che lavora, 

Se dobbiamo andare fino a voi, 

Il Capo guiderà la battaglia 

E lo seguiremo fino in fondo! 


*Budriere: striscia di cuoio che nelle antiche milizie si portava ad armacollo per appendervi la spada 

**Muzhik: termine russo (мужик) indicante il contadino russo; nel testo si intende di abbandonare le sirene sovietiche 


3. Il Francismo come espressione della terza via in Francia: quali rapporti con l’Action Française? Storia e prospettive

Le idealità del Francismo sono molto vicine a quelle dell’Action Française e, nella prospettiva di uno sviluppo armonico della terza via francese, la Rivoluzione Nazionale, si sarebbero potute facilmente unire in un unico movimento. L’unica differenza è di fatto data dall’importanza attribuita al problema istituzionale: fondamentale per l’Action Française, ma non per il Francismo. E’ importante ribadire comunque che il Francismo non ha mai avuto nulla contro la Monarchia tradizionale (cioè non bonapartista), anzi ne elogia il ruolo avuto per la Francia. 

Del resto di fronte all’affossamento della III repubblica seguito all’invasione tedesca, l’avvento di Petain e della Rivoluzione Nazionale, sia Maurras che Bucard ebbero la stessa posizione favorevole e a tratti entusiastica (Maurras definì “sorpresa divina” l’avvento di Petain alla guida della Francia nazionale). Discepoli di Maurras quali Brasillach, Rebatet, Bonnard, Chack e tanti altri parteciparono attivamente al nuovo regime. Maurras rimase un poco defilato per via della sua tradizionale ostilità al germanesimo, pur in quel frangente alleato. 

Pertanto oggigiorno un movimento che voglia costruire in Francia una vera alternativa socialnazionale deve puntare a recuperare le idealità di ambo i gruppi. 


Vittorio VETRANO 


Bibliografia 

- Becker J.J., Berstein S. (1990), Victoire et Frustrations (1914-1929), Éditions du Seuil, collection “Points histoire” 

- Bucard M. (2020), Le Francisme (ristampa anastatica), Bibliotheque dissidente

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