04 Dec

Tra tutti i colli di Roma il Quirinale suscita sempre tanto interesse, da secoli è sede dell' <<auctoritas>>, fu la residenza dei Pontefici, la Reggia dei Re d'Italia e in tempi recenti la sede della presidenza della repubblica.


In questo periodo le brame sul palazzo più alto di Roma, come ciclicamente avviene ogni sette anni, si intensificano vista la prossimità dell'elezione del Capo dello stato.

Così, come avviene per ogni settennato, si moltiplicano gli accordi, le intese politiche sui nomi, la conta dei voti, franchi tiratori ecc.

In egual misura ci si pone domande, non solo su chi debba prendere possesso dello scranno sul Colle, ma anche sull'istituzione in sé, infatti insediare un personaggio eletto da una parte del Parlamento riunito in seduta plenaria, sorpresa delle sorprese, può rendere scontenta la parte che non l'ha eletto. Infatti, un presidente della repubblica eletto da "una parte" può risultare veramente "super partes", ergo può essere vero garante della costituzione, difensore della sovranità nazionale e agire in modo eguale ed imparziale con le forze politiche e i vari esecutivi, ed anche qui i dubbi si ammontano, se poi guardiamo la storia recente vediamo come la mano dell'inquilino del Quirinale sia fondamentale per la nascita dei governi.

Così, periodicamente con la fine di ogni settennato, ritorna sempre il pensiero alla monarchia costituzionale. Cosa strana e poco accennata, i media nostrani la snobbano come istituzione da altri paesi europei, ma ciclicamente innanzi ai dubbi sul Colle, la monarchia in Italia torna come una possibilità. Infatti porre al Quirinale una figura educata fin dalla nascita per quel ruolo, preparata per servire le istituzioni, un garante realmente "super partes" e che incarna il tanto desiderato "alto profilo istituzionale", tanto paventato ma disatteso.

In più il valore aggiunto della figura del monarca, è nettamente diverso da quello del presidente della repubblica, in Italia come in Europa dove i simboli, le tradizioni e le immagini spariscono dinnanzi al materialismo moderno, al progressismo sfrenato e alla distruzione di ogni identità oggi imperante. Riscoprire la figura della "Maestà", incarnazione della Patria e difesa delle istituzioni, è superiore all'immagine grigia di un presidente anonimo burocrate statale, eletto per occupare un posto e svolgere le funzioni prescritte, ad oggi la figura "rivoluzionaria" di una monarchia in Italia sarebbe difendere ed esaltare la Patria, le istituzioni e la storia, anticamente si diceva: Rex est qui nihil metuit (è Re chi di nulla ha paura), ed è vero, il Sovrano non è eletto e non deve rendere conto ai partiti e alle fazioni, rappresenta la Patria in ogni momento triste o felice e regna senza essere padrone di una corona che ha ricevuto e dovrà cedere.

Infine, anche alla fine di questo semestre bianco avremo un nuovo presidente della repubblica, al Quirinale si insedierà un nuovo burocrate che svolgerà i suoi compiti, per sette anni. Ma alla fine, sempre dentro al Palazzo sul Colle più alto, ci sarà la grande sala di Augusto, silenziosa con il baldacchino porpora e il trono vuoto, uno scranno che mostra un'alternativa.


Alessio BENASSI 

Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.