FOCUS DI APPROFONDIMENTO: "IL CONCETTO DI RAZZA: TABU', IGNOMINIA O RICCHEZZA?"


SECONDA PARTE

Classificazione sintetica delle razze

 

2.1 I grandi gruppi umani

Utilizzando i criteri che abbiamo stabilito nella prima parte di questo lavoro, possiamo avventurarci in una breve e sintetica classificazione e descrizione delle razze, col solo scopo di dare un’idea dell’immensa varietà umana, che è una ricchezza e un vero e proprio dono di Dio, senza avere alcuna pretesa di completezza e rimandando a testi specialistici per chi fosse interessato a descrizioni più metodiche ed esaustive [10].

Per darci un metodo utilizzeremo le seguenti suddivisioni, in senso decrescente, del tutto convenzionali: gruppo umano, grande razza, razza, stirpe. Per quanto riguarda le razze e le stirpi, essendo numerosissime, accenneremo solo ad alcune di esse come esempi pratici.

In generale, si potrebbero proporre cinque grandi gruppi umani:


  • i Bianchi (o Indoatlantici), le cui grandi razze principali sono gli Indoeuropei (detti anche Jafetiti o Giapeti sensu stricto, Arii o Ariani), i Preindoeuropei (anch’essi Jafetiti) e i Semiti;
  • i Gialli (detti anche Turanici o Mongolici), le cui grandi razze principali sono gli Iperborei (detti anche Boreali, Ugro-Finnici o Gialli impropriamente detti), i Vicini Orientali, i Lontani Orientali, gli Eschimesi e i Malesi-Polinesiaci;
  • i Neri (o Negri, detti anche Camiti, per quanto con questo termine alcuni individuino il gruppo eterogeneo delle genti Berbere, come vedremo tra i gruppi misti), che suddividiamo in Neri propriamente detti (Bantù o Cafri) e Capoidi;
  • i Rossi, che suddividiamo in Indiani d’America e Amerindi;
  • i Bruni, che suddividiamo in Papuasici e Aborigeni Oceanici.


A questi gruppi naturalmente si aggiungono gli incroci.

Nella nostra suddivisione ci siamo un poco allontanati dal Marselli, sia nei termini che nella sostanza, soprattutto perché egli individua solo quattro gruppi, che chiama grandi razze: Mediterranei, Asiatici, Americani e Africani (comprendenti questi ultimi quelli che noi abbiamo definito Neri e Bruni).

Rifacendosi in modo stringente alla tripartizione Biblica (Jafetiti, Semiti, Camiti) si potrebbero considerare i Bruni come discendenti dai Camiti e Gialli e Rossi come suddivisioni secondarie di discendenti primari di Jafet.

 

2.2 I Bianchi

Il grande gruppo umano dei Bianchi è caratterizzato esteticamente dal colore chiaro della pelle (dal latteo all’olivastro), dagli occhi orizzontali, dal naso leptorrino e dai capelli cimotrichi. I capelli possono variare dal nero al castano al rosso al biondo, così come il colore degli occhi, che può avere le varie gradazioni da quelle scure a quelle chiarissime.

Le lingue sono in gran parte caratterizzate dalla flessione, con un notevole sviluppo delle coniugazioni e talora delle declinazioni.

Nel suo complesso, questo gruppo umano ha dato origine nel tempo a numerose e potenti civiltà, eccellendo nelle scienze, nelle arti e nella tecnica, segnando più di ogni altro la storia del pianeta.

L’area geografica originaria è individuabile tra il Gange e il Mediterraneo: di qui i Bianchi, le cui civiltà furono quasi sempre caratterizzate dal movimento e dalla ricerca di colonizzazione di nuove terre, si distribuirono in tutti i continenti.


Un fiero gentiluomo Anglosassone

http://ilclandimariapia.blogspot.com/2015/11/lord-brummel.html


Gli Indoeuropei sono un gruppo eterogeneo, accomunato specialmente da una comune matrice linguistica che rimonta all’antica lingua sanscrita. Esso si suddivide in tante razze, tra cui gli Indiani Settentrionali (numerosissime stirpi), i Persiani, gli Slavi (Russi, Russi Bianchi, Ucraini, Ruteni, Polacchi, Cechi, Slovacchi, Sloveni, Serbi, Croati, Macedoni, Montenegrini, Bosniaci, Casciubi, Sorbi e così via), i Germanici (Tedeschi, Anglosassoni, Svedesi, Norvegesi, Islandesi, Olandesi, Fiamminghi, Frisoni, Boeri e così via), i Latini (Italiani, Francesi, Spagnoli, Portoghesi, Rumeni e così via), i Greci, i Baltici (Lituani, Lettoni), gli Armeni. I Celti furono un tempo un gruppo a se stante: loro eredi sono oggi sia tra i Germanici che tra i Latini. Circa gli Albanesi (Gheghi e Toschi), recentissimi studi effettuati dal Prof. Mikerezi (Shqip n. 68, Aprile 2008) hanno evidenziato influssi genetici greci e turchi: tuttavia il criterio linguistico consiglia senz'altro di porli tra gli Indoeuropei come gruppo a sé.


 

Allegre ragazze e bambine di razza Germanica dei Siebenbürgen, attualmente territorio rumeno

https://brauchma.at/kindertanzgruppe-der-siebenbuerger-sachsen-in-wels/


Tra i Preindoeuropei (quello che il Marselli chiamava "gruppo frammentario") annoveriamo per comodità una serie di piccoli gruppi antichissimi, con precipue caratteristiche linguistiche e culturali mantenute costanti nei secoli. Tra essi troviamo i Baschi e alcune popolazioni Caucasiche come i Georgiani (il cui idioma è il grande esponente delle lingue cartveliche).

I Semiti sono un gruppo molto fiorente, anch’essi con una storia antichissima: oggi è rappresentato soprattutto da Arabi ed Ebrei; nell’antichità annoverò altresì Fenici ed Assiri.


Fig.2: Nazionalità e popoli d’Europa

(da Atlante Geografico De Agostini, Novara, 1928-29)


2.3 I Gialli

Il grande gruppo umano dei Gialli è caratterizzato esteticamente dal colore della pelle che va dal bianco-giallo al giallo pallido al bruno intenso, dagli occhi a mandorla, dagli zigomi alti, dalla corporatura non massiccia e dai capelli lissotrichi, lisci e neri. Solitamente hanno barba scarsa o assente. Fanno però eccezione gli Ugro-Finnici e i Turchi, che antropologicamente e culturalmente sono più affini ai caratteri dei Bianchi, e precisamente agli Ariani i primi e ai Semiti i secondi. Sono tuttavia entrambi posti tradizionalmente tra i Gialli per motivi di ascendenza etnico-linguistica.

Le lingue sono in gran parte caratterizzate dal non essere flessive, bensì o totalmente isolanti, come il Cinese, o viceversa molto sintetiche e agglutinanti come il Finnico o l’Ungherese, o addirittura polisintetiche, come le lingue eschimesi. Spesso si tratta altresì di lingue tonali, come il Cinese.

Le aree geografiche originarie sono la Mongolia e la piana turanica, donde il gruppo si espanse un po’ in tutta l’Asia sconfinando in Europa, in Oceania e nel Nordamerica.

Anche questo gruppo umano ha dato origine nel tempo a potenti civiltà e a un buon sviluppo delle scienze e delle arti, ma, eccezion fatta per gli Iperborei, le sue civiltà sono sempre state molto più stanziali e statiche rispetto a quelle bianche.


Una leggiadra esponente della razza mancese

https://cinaoggi.it/tag/mancesi/


Tra i Gialli annoveriamo, come detto in modo parzialmente improprio, gli Ugro-Finnici, che si suddividono principalmente in Ungheresi, Finni, Estoni e Samojedi. Essi infatti rappresentano una particolarità, poiché antropologicamente andrebbero meglio compresi tra gli Indoeuropei, mentre linguisticamente appartengono ai Mongolici: ciò si spiega col fatto che anticamente originarono dalla Mongolia e precisamente dai gruppi tunguso ed unno, ma migrando ad occidente si unirono alle limitrofe popolazioni indoeuropee fino praticamente ad annullare l’ascendenza gialla: perciò possono essere considerati Indoeuropei de facto, anche sulla base del citato criterio spirituale.

Tra i Vicini Orientali troviamo i Turchi, i Turcomanni e le molte stirpi dell’Asia centrale.

Man mano che si procede verso oriente appajono sempre più evidenti i tradizionali caratteri antropologici Gialli.


Sfilata di Turcomanni in abiti tradizionali

https://it.wikipedia.org/wiki/Turkmeni#/media/File:Independence_Day_Parade_-_Flickr_-_Kerri-Jo_(215).jpg


Tra i Lontani Orientali troviamo principalmente i Mongoli, i Cinesi, i Mancesi, i Coreani e i Giapponesi. Costoro sono i rappresentanti più tipici dei Gialli.

Gli Eschimesi costituiscono un gruppo particolare abitante le estreme lande dell’America Settentrionale e sono probabilmente imparentati specialmente con i Mongoli, di cui conservano notevoli caratteristiche antropologiche.

Tra i Malesi-Polinesiaci, che si caratterizzano per la pelle tendente al giallo scuro fino quasi al bruno, troviamo tutte le stirpi dell’India meridionale, come i Dravidici, i Cingalesi, quelle dell’Insulindia meridionale e quelle di molte isole Oceaniche. Tutti costoro sono probabilmente imparentati anche con genti nere e brune.

 

2.4 I Neri

Il grande gruppo umano dei Neri, è caratterizzato esteticamente dal colore della pelle che va dal marrone chiaro al marrone scurissimo, dal naso platirrino, dalla corporatura robusta, dagli occhi scurissimi e dai capelli ulotrichi, neri e lanosi. Le stirpi appartenenti a questo grande gruppo sono spesso molto vigorose ed eccellono nelle attività sportive.

Le lingue sono in gran parte caratterizzate dall’agglutinazione priva di flessione. Talora presentano caratteristiche tonali, nonché peculiarissime emissioni consonantiche non polmonari, prodotte attraverso lo schiocco della lingua (i cosiddetti clicks boscimani e bantù): suoni di questo tipo negli altri gruppi umani sono utilizzati di solito come versi non linguistici (si pensi al suono utilizzato in Italia per mimare l’incedere del cavallo al passo); in queste lingue assurgono invece al rango di consonanti.

L’area geografica originaria dei Neri è l’Africa centrale, donde il gruppo si espanse in tutto il continente, salvo la parte più settentrionale e orientale, dove penetrò più a fatica data la massiccia presenza semita e talora si meticciò. In seguito, per via della tratta degli schiavi, si diffuse assai nelle Americhe. In tempi recenti si estese un poco anche in Europa per via del fenomeno migratorio.

Questo gruppo umano ha dato origine nel tempo a civiltà anche cospicue e molto agguerrite, ma con scarso sviluppo delle scienze e delle arti.

La grande razza più antica è quella dei Capoidi, suddivisi essenzialmente in Boscimani e Ottentotti, caratterizzati da un fisico più gracile e da caratteri meno negroidi rispetto agli altri esponenti del grande gruppo. Essi hanno un modo di vita molto semplice e assai legato alla natura, ma la loro scarsa combattività li ha di molto limitati ed isolati nello scontro avvenuto in particolare con i più agguerriti Bantù.


Boscimani intenti a cacciare

http://xcursii.blogspot.com/2015/


I Bantù o Cafri sono gli esponenti principali dei Neri. Essi si suddividono in una miriade di razze e stirpi, ognuna con particolarità culturali ed etniche. In generale sono popoli molto combattivi.


Ragazza sorridente, esponente di una tipica razza cafra, gli Ovambo

https://www.pggpopulation.org/population/Ovambo%20people?id=POP00203


2.5 I Rossi

Il grande gruppo umano dei Rossi, nome del tutto convenzionale e derivato dall’antica usanza di alcune tribù di tingersi il viso di rosso, ha la pelle che va dal bianco scuro al bruno cannella fino al color del rame. I capelli sono per solito neri e lisci, ma vi sono anche gruppi tendenti al castano e financo al biondiccio. La barba è spesso assente. Gli occhi variano dall’orizzontale all’appena oblungo. Il naso è un po’ meno leptorrino di quello dei Bianchi. La corporatura è di consueto delicata e non massiccia.

Le lingue sono in gran parte sintetiche o addirittura polisintetiche.

L’area geografica originaria dei Rossi è l’America nel suo complesso, donde non si spostarono mai.

Questo gruppo umano ha dato origine nel tempo a civiltà piuttosto potenti, talora con un apprezzabile sviluppo delle scienze e delle arti, specie nell’America Meridionale.


Un austero Indiano d’America

http://www.clubmagica.it/lettera-capo-seattle/


Le due grandi razze in cui si suddivide questo gruppo sono gli Indiani d’America, suddivisi in numerosissime razze e tribù, e gli Amerindi, suddivisi a loro volta in una miriade di gruppi, spesso meticciati tra loro e con i Latini.


Gruppo di Amerindi Quechua

https://juliosolorzano.blogspot.com/2008/12/poesia-quechua.html

 

2.6 I Bruni

Il grande gruppo umano dei Bruni ha la pelle che va dal color caffè fino al marrone scuro. I capelli sono in genere folti e lanosi. Il viso è molto massiccio, il cranio dolicocefalo e la mascella molto prognata, gli occhi neri e incavati, la fronte stretta e sfuggente.

Il loro luogo d’origine è dato dall’Asia sud-orientale e dall’Oceania, donde non si spostarono giammai.

Alcuni antropologi li ricollegano ai Neri, ipotizzando altresì un antico continente sommerso, la Lemuria, che avrebbe congiunto l’Africa all’Australia, ma l’ipotesi non è dimostrabile.

Questo gruppo umano non diede vita a civiltà molto potenti, né ebbe mai un grande sviluppo delle arti e delle scienze. I suoi esponenti sono spesso schivi e amano vivere in modo isolato. Tuttavia alcuni di essi svilupparono una grande saggezza contemplativa.


Un pacifico Aborigeno Australiano

https://q-mag.org/how-the-aborigenes-came-to-australia.html


Le due grandi razze in cui si divide sono i Papuasici e gli Aborigeni Australiani o Australesi.


Tribù di agguerriti Papuasici

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a3/Jally_Cultural_Society_-_panoramio.jpg

 

2.7 Gli Incroci

Ovviamente ogni razza può incrociarsi con un'altra, sicché ai grandi gruppi citati occorre aggiungere un immenso numero di razze formate da incroci tipici. Ci limitiamo solo a fare qualche esempio: i già citati Basters; i Coloureds dell’Africa Australe, derivati in gran parte da Boeri uniti a Boscimani-Ottentotti; i Meticci sudamericani, derivati da incroci tra Latini e Amerindi; i Mulatti Sudamericani, derivati da incroci tra Latini e Cafri; i Cafusi Brasiliani e gli Zambos Colombiani, derivati da incroci tra Amerindi e Cafri; le numerosissime razze miste del Corno d’Africa, derivate da incroci tra Semiti e Cafri; le genti Berbere e Sahariane, derivate da svariati incroci tra numerose genti di stirpe Indoeuropea, Camita e Semita.


Un gruppo di orgogliosi Basters Namibiani

https://afrikanerway.wordpress.com/2014/01/17/baster-people/

 

Vittorio VETRANO


Immagine del titolo: Le razze della Terra (tratto da Atlante Geografico De Agostini, Novara, 1928-29)

 

[10] Vi furono una miriade di studiosi che nel tempo tentarono suddivisioni sempre più accurate, tali da tener conto del maggior numero di fattori: tanto per fare due esempi si possono citare il francese Joseph Deniker (1852-1918) e il francese di origine svizzera George Montandon (1879-1944)


(Fine seconda parte; continua con la terza parte)