LA LIBERAZIONE DI GERUSALEMME


Il 15 luglio 1099 le forze crociate, guidate da Goffredo di Buglione, Raimondo di Tolosa, Guglielmo Embriaco di Genova, Boemondo e Tancredi d’Altavilla, danno l’assalto alle mura di Gerusalemme, liberandola dal dominio dei Fatimidi. 


La conquista della Città Santa è l’evento culmine della Prima Crociata, bandita nel 1095 dal Beato Papa Urbano II al concilio di Clermont. L’appello papale aveva l’intento di radunare le forze Cristiane occidentali, coalizzarle e inviarle ad oriente, per soccorrere l’Impero Bizantino e il Basileus Alessio I Comneno.

L’antefatto che condusse all’invio di queste forze in oriente risale a qualche anno prima: con la sconfitta dei bizantini a Manzincerta nel 1071 l’intera Anatolia era caduta nelle mani dei turchi selgiuchidi e tale grave fatto spinse il Basileus a chiedere il sostegno al Pontefice di Roma.

Urbano II, con il concilio di Clermont, diede il via ad una reazione a catena quasi inaspettata, tanto che moltissimi nobili, cavalieri e gente comune risposero all’appello. Ciò testimonia il peso che la Chiesa aveva in occidente, nonché l’unità dei vari Regni che, seppur diversi, vedevano nella fede un punto aggregante fortissimo che unificava la Cristianità.

La marcia dei Crociati fu aspa, dura e difficile, considerando anche che buona parte del contingente franco e normanno era appiedato, e lunga fu la strada dal cuore dell’Europa a Costantinopoli. Nella grande città sul Corno d’Oro i capi Crociati resero omaggio al Basileus, con meraviglia e ammirazione dello stesso. Si riporta infatti nello scritto l’Alessiade, testo redatto da Anna Comnena, che l’Imperatore ammirava questi cavalieri franchi per il loro coraggio, paragonandoli agli antichi eroi classici.

L’avanzata crociata, supportata ora da contingenti e navi bizantine, marciò sull’Anatolia, aspro territorio nemico non facile da attraversare.

Dopo vittorie sorprendenti quanto sanguinose, come la battaglia di Dorylaeum o l’assedio di Antiochia, le forze cristiane arrivarono in Terra Santa, e ben presto iniziarono ad assediare la Città Santa di Gerusalemme. Degli stimati 7.000 cavalieri che avevano preso parte alla Crociata dei Principi ne restavano solo 1.500 circa, insieme con forse 20.000 fanti dei quali 12.000 ancora in buona salute. Goffredo, Roberto di Fiandra e Roberto di Normandia (che pure aveva lasciato Raimondo per

unirsi a Goffredo) assediarono le mura da nord a sud fino alla Torre di Davide, mentre Raimondo si accampò sul lato occidentale, dalla Torre di Davide al Monte Sion. Di per sé l’assedio fu un operazione immane e le truppe crociate, attanagliate da fame e sete, soffrivano, oltre che per la scarsità delle vettovaglie, anche per la mancanza di legname, necessario per la costruzione di macchine d’assedio. Fu provvidenziale, il 17 giugno, l’arrivo di navi genovesi e italiche che, guidate da Guglielmo Embriaco, portarono viveri e legname, ciò che permise di iniziare la costruzione di torri d’assedio. Rinvigoriti, i Crociati fecero una grande processione intorno alle mura della città; canti, inni e sermoni rinfrancarono l’animo degli assedianti, che celebrarono la fine del rito sul Monte degli Ulivi.

La notte del 14 luglio, con l’avanzata delle torri d’assedio costruite dai genovesi, si diede inizio all’assalto finale. La mattina del 15 la torre di Goffredo di Buglione raggiunse la sezione di mura vicino alla porta dell’angolo nord-orientale. Secondo le Gesta furono due cavalieri fiamminghi di Tournai, Lethalde ed Engelbert, i primi ad irrompere nella città, seguiti da Goffredo, suo fratello Eustachio, Tancredi ed i loro uomini. La torre di Raimondo di Tolosa, fu bloccata da un fosso, ma, con l’ingresso dei franchi del nord nella città, la guarnigione mussulmana della porta si arrese al Conte di Tolosa e ai suoi uomini. Gli assalitori, pur stremati dalle marce e dall’assedio, irruppero nelle mura dando il via ad una cruenta battaglia, che vide protagonisti in particolare i Crociati del nord, che combatterono con estrema volenza. Solo Tancredi d’Altavilla, che reclamava l’area della spianata del tempio, graziò alcuni mussulmani. Altri islamici, unitamente ad ebrei, furono invece espulsi: Secondo alcune fonti i Cristiani orientali rimasero invece in città.

La conquista di Gerusalemme segnò il mutamento geopolitico dell’area: nascevano infatti i domini latini d’Outremer, con la nomina, il 22 luglio, di Goffredo di Buglione a Advocatus Sancti Sepulchri (Difensore del Santo Sepolcro). Quest’ultimo aveva infatti rifiutato il titolo di Re della città dove Cristo era morto, asserendo che mai avrebbe portato una corona d’oro laddove Cristo l’aveva portata di spine.

Questi Regni Crociati, punto di incontro e scontro tra civiltà Cristiana occidentale e mondo islamico, perdureranno fino al 1291, con la caduta di San Giovanni d’Acri, ultimo baluardo crociato insieme a Cipro, Rodi e al Regno Armeno di Cilicia.


Alessio BENASSI


Immagine del titolo: Emile Signol, Presa di Gerusalemme da parte dei Crociati, 15 Luglio 1099 (opera del 1847) https://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Gerusalemme_(1099)#/media/File:Taking_of_Jerusalem_by_the_Crusaders,_15th_July_1099.jpg