
Di seguito la lettera di un Esule Istriano al Presidente della Repubblica Slovena:
Giovanni Ruzzier
Vle San Gottardo,
12 47921 Rimini (Italia) Rimini, 24 agosto 2026
Ill.ma dott.ssa Natasa PIRC MUSAR
Presidente della Repubblica di Slovenia
LUBIANA
Sono nativo di Pirano. Ho quasi 92 anni. Sono esule. Vivo a Rimini.
A 14 anni sono stato arrestato dall’UDBA per propaganda antijugoslava. Fin da ragazzo ho rifiutato il comunismo, pur essendo stato figlio di un comunista.
Ho vissuto il secondo conflitto mondiale con il terrore, terrore che si è acuito dopo l’8 settembre 1943 che vide me e la mia gente suddita del Terzo Reich pur vivendo in una terra ancora italiana e subendo tutte le angherie della ferocia nazista.
I miei genitori sono sepolti a Pirano, accanto ai miei nonni. Non più esuli , hanno fatto ritorno nella loro città di origine.
Fatta questa breve premessa, Presidente arrivo al motivo di questo mio scritto, che mi auguro arrivi sul Suo tavolo.
Leggo che il signor Denis Opatic dell’Associazione dei Combattenti (Sveva borcev) di Decani (Capodistria) concorda con i suoi connazionali di Nova Gorica sulla opportunità di ottenere dall’Istituto Sloveno per la tutela del patrimonio culturale il riconoscimento ufficiale dell’iscrizione in pietra sul Monte Sabotino come bene protetto, della scritta “TITO”.
Ill.mo Presidente, mi rivolgo a Lei, perché ha avuto la fortuna di non conoscere, non avendo vissuto i tragici giorni del 1945, le tragedie che hanno sconvolto, a guerra finita, i nostri popoli, si anche dei cittadini sloveni, contrari alla dittatura del Maresciallo Tito.
Le dittature non hanno colore politico perché tutte protese a soffocare la libertà.
Ecco, mi domando e Le domando: a cosa serve celebrare un personaggio, che ha anche avuto il merito di dare dignità ai popoli dell’allora Jugoslavia nel periodo bellico, ma poi non esitò ad estirpare ogni forma di disapprovazione dei suoi cittadini usando metodi criminali, simili a quelli delle peggiori dittature del ‘900 se contrari al suo regime?
Ill.mo Presidente, il governo del signor Janez Jansa ha approvato nel 2022, se non erro, una legge intitolata “ Giornata Nazionale della memoria delle vittime della violenza comunista” da celebrare il 17 maggio di ogni anno. Ritengo che questa legge sia stata promulgata con l’approvazione del Presidente della Slovenia di allora , dott. Borut Pahor.
Giunto al governo il signor Robert Golob è stata abrogata, per poi essere ripristinata nel maggio 2026. Orbene, Presidente, elevare la scritta “TITO” come bene protetto e culturale della Repubblica di Slovenia, dimenticando gli eccidi del secondo dopo guerra (1945) compiuti dai partigiani di Tito, mi sembra un insulto non solo per noi Esuli Istriani, ma soprattutto alle migliaia di cittadini sloveni massacrati, infoibati, sterminati in nome di una ideologia condannata dalla storia.
E’ di dominio pubblico che in Slovenia, in tempi recenti, sono state scoperte fosse comuni risalenti agli eccidi del secondo dopoguerra. Concludendo, Presidente, Le chiedo nella rinnovata concordia tra le nostre due Nazioni, che senso ha recarsi – mano nella mano – con il Presidente della Repubblica Italiana a celebrare gli oppositori antiitaliani del TIGR e gli Infoibati a Basovizza, se ancora viene celebrato colui che per sete di potere massacrò, senza scrupoli, a guerra finita, i nostri popoli ?
Intervenga, Presidente, Lei rappresenta l’unità della Nazione e la figura neutra a tutela di tutto il Suo popolo.
Con il massimo rispetto, pur sapendo che non avrò mai un Suo riscontro, Le auguro Presidente di continuare a svolgere con onore la carica che il popolo di Slovenia Le ha assegnato.
Rispettosi saluti. Giovanni RUZZIER