25 Jul

Invito alla lettura del libro di Pietro Ciabattini "Il Duce il Re e il loro 25 Luglio" (Ed. Lo Scarabeo, Bologna), che avanza ipotesi più che sconvolgenti relative agli avvenimenti che portarono alla fatidica giornata del 25 Luglio 1943. 


Il 25 Luglio 1943 è una data tragica per l’Italia, prodromo dell’ancor più tragico 8 Settembre, in cui si consumò il totale sbandamento della Patria e si diede l’avvio a una drammatica guerra civile che causò ferite non ancora del tutto sanate nella coscienza collettiva della Nazione. 

Quelli che furono i due pilastri dello Stato Italiano, Monarchia e Fascismo, pilastri che parevano inossidabili e pronti a durare per sempre, crollarono miseramente nel giro di pochi anni. 

In molti si sono chiesti come ciò sia stato possibile e per quale motivo i vari personaggi abbiano assunto comportamenti poco chiari, se non addirittura incomprensibili. Al di là delle varie narrazioni più o meno retoriche, motivate da ben precisi scopi contingenti, una cappa di incongruenze, parole taciute, autocensure, contraddizioni, avvolge praticamente tutte le dichiarazioni e le fonti relative a quei giorni. 

Che cosa si cela dunque dietro tale cappa? 

Pietro Ciabattini prova a rispondere. 

Egli, già miliziano della MVSN e della GNR, col suo sensazionale libro, cerca di fare un po’ di luce sulle troppe ombre che impediscono di veder chiaro sul 25 Luglio. Si stava perdendo la guerra in modo terribile ed è evidente che ai massimi livelli dello Stato si stava cercando in tutti i modi una via d’uscita da quello che sembrava ormai un pericolosissimo vicolo cieco. Ecco perciò che, Ciabattini, documenti alla mano, usando una logica e un ragionamento stringenti, ripescando particolari sfuggiti (più o meno volontariamente) agli storici, si convince che quel colpo di stato sia stato voluto e organizzato segretissimamente dallo stesso Re e dallo stesso Duce, i quali avrebbero concordato per filo e per segno tutti gli avvenimenti: la sfiducia del Gran Consiglio, le dimissioni, il fermo e la custodia a Campo Imperatore del Duce. Poi però qualcosa andò storto ed entrambi dovettero fare buon viso a cattivo gioco, senza mai rivelare nulla di quella specie di patto segreto. 

Troppi elementi in effetti risultano oggettivamente strani: il fatto che tutti conoscessero anticipatamente il testo dell’Odg Grandi e le sue conseguenze; lo stesso contegno surreale di molti personaggi al Gran Consiglio; il fatto che Mussolini non volesse affatto essere “liberato” dai tedeschi sul Gran Sasso e tante altre anomalie che lasciano perplessi. 

Chi perciò è incuriosito dagli aspetti più segreti della storia non perda questo libro: sarà per lui di sicuro fascino e interesse! 

Vittorio VETRANO

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