UN SEGNO TRICOLORE PER LOTTARE INSIEME


UN SEGNO TRICOLORE PER LOTTARE INSIEME

26 marzo 2020


Se il Presidente della Repubblica si facesse fotografare avendo a un lato Conte e i segretari dei partiti al Governo, all’altro lato i segretari dei partiti all’Opposizione. 

Se dietro di loro sventolasse una selva di Tricolori. Se campeggiasse ai loro piedi una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Se un segno tricolore fosse stampato su tutti i giornali, inserito agli angoli di ogni telegiornale (pochi accordi della Canzone del Piave in sottofondo), postato su ogni giornale web (pochi accordi della Canzone del Piave in sottofondo) con una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Se ogni avviso pubblicitario su qualsivoglia mezzo – manifesti – taxi – filobus – volantini et cetera – mostrasse lo stesso segno tricolore con una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Non sarebbe male.


Chiudere le aziende criminali

Dolum punire

25 marzo 2020

Gli imprenditori che fanno profitti senza dotare i dipendenti di mascherine, guanti e quant’altro ritenuto necessario per la difesa da Covid – 19 devono pagare un prezzo che gli faccia rimpiangere l’indebito risparmio, la criminale indolenza.

Sanzioni che salgano da centinaia di euro per le aziende di piccole dimensioni a milioni di euro per le aziende di dimensioni industriali, fino alla chiusura per tempi diversi a seconda della gravità delle omissioni relative alla sicurezza sanitaria.

Per accertare le infrazioni, lo Stato non deve aspettare la denuncia del singolo dipendente che può avere paura di perdere il proprio posto di lavoro.
Lo Stato deve inviare ispettori a sorpresa, ripetutamente, insistentemente.
Oggi.


Come limitare gli orari di lavoro aziendale?

24 marzo 2020

Aziende chiuse indiscriminatamente fino a quando?
Se la disoccupazione divenisse eccezionalmente alta con la conseguente mancanza di reddito individuale, quanto di omicidi, rapine, furti, e degrado morale generale avremmo?
Quanti ammalati morirebbero privi di medicine e assistenza?

Chiudere quali aziende, in quali zone?
Limitare gli orari di apertura di quali, in quali zone?

Se la percentuale di esiti letali da Covid – 19 è progressivamente molto più alta a seconda dell’età, fatte salve le regole eccezionali per medici personale sanitario e volontari, converrebbe lasciare i più giovani al lavoro, mandando a casa temporaneamente i più anziani anagraficamente e in pensione anticipata definitivamente i più anziani per anni di lavoro?


Quanto manca a Vittorio Veneto?

Viri contra virum pugnant

23 marzo 2020

L’Italia ha chiesto nei giorni scorsi 300 medici volontari per costituire una Forza di Pronto Intervento nelle zone rosse, quelle col maggior numero di contagiati Covid – 19.
Sono arrivate 8.000 domande di arruolamento.

Nel 1917, dopo Caporetto, combattemmo la Battaglia d’Arresto dal Monte Grappa al Piave fino all’Adriatico.
La Vittoria arrivò un anno dopo Caporetto, nel 1918, con la battaglia di Vittorio Veneto: l’Italia vinse per sé e per gli altri.

Forti della nostra Storia sappiamo che la Vittoria arriverà anche nel 2020, ma non sappiamo quando.
Quegli ottomila volontari ci fanno ben sperare.
E l’Italia avrà di nuovo vinto per sé e per gli altri (Austria e Ungheria incluse questa volta).

Cominciamo a preparare una medaglia per i volontari con la scritta: Vir contra virum vicit.


Partiti nazionali per la difesa dei confini nazionali

Summa contra virum vi

24 febbraio 2020

Anche a voler immaginare una certa enfatizzazione nel descrivere i problemi causati dal virus Corona, questi ci sono; i lutti documentati si conteggiano ormai a migliaia. 

Un virus che, mentre potentissimi Capi di Stato litigavano sull’opportunità di far partecipare o meno le proprie nazioni alla costruzione di futuristiche seriche vie ricche per commerci e integrazioni linguistiche e culturali, si è fatto strada per le normali prosaiche vie d’ogni tempo, giungendo in Italia attraverso muraglie cinesi più o meno omertose e catene alpine più o meno sorvegliate.

Nessuno è tenuto al’impossibile, quindi a profetare l’imprevedibile, è certo però che una severa attenzione in più sui confini nazionali doveva e deve essere esercitata.
Ponendo fine al lassismo colposo nella sorveglianza del fenomeno migratorio, al dilapidare di uomini e mezzi militari impiegati lontano dal teatro alpino e mediterraneo. Smettendo di sventolare sul fronte interno la speculare bandiera della globalizzazione, portata con presunzione aberrante da alfieri nazionali che sembrano ignorare il progressivo arroccamento di Cina, Russia, Impero anglosassone (Stati Uniti, Regno Unito post brexit, Australia, Canada e camerieri vari) su assemblaggi nazionali di antica data, appena appena rimodulati per le necessità del nuovo secolo.

Sarà bene ripescare qualche bambino patriottico buttato via con l’acqua sporca nazionalista del secolo scorso, cercando di ottenere come minimo la più ampia autosufficienza per il fabbisogno alimentare nazionale e facendo sì che in Italia si entri col passaporto, e con un controllo severo che preveda stabilmente una verifica sanitaria sui richiedenti asilo e non solo.

Ciò premesso, che pensare del prossimo politico che di fronte a un ponte crollato a Genova sulla testa della gente, a Venezia sott’acqua, a Taranto sotto cancro, alla peste del Corona virus, fonderà un altro partitino ansioso di raggiungere il 4% dei voti per sterilmente vociferare nelle aule parlamentari?

Che è lui l’untorello che con il proprio impotente egocentrismo operativo contribuisce a lasciare aperte le strade al virus, all’emergenza del momento. E il legislatore che gli permette l’ingresso in Parlamento il suo mandante.


Claudio SUSMEL

Da http://www.claudiosusmel.it/