UN RICORDO IN CAMICIA NERA DOPO 78 ANNI


Un commovente ricordo privato di Giovanni Ruzzier.


UN RICORDO IN CAMICIA NERA DOPO 78 ANNI


Sono stato “Figlio della Lupa” e poi “Balilla”. Mio padre, antifascista, in  qualche modo doveva dimostrarlo e  conseguentemente non mi ha mai comperato i pantaloncini grigioverdi d‘ordinanza. Ho indossato un pantaloncino grigio e questo mi faceva apparire diverso da tutti gli altri, ma essendo ragazzino,  mi faceva sentire importante,  proprio perchè ero vestito ”fuori ordinanza” ma ammesso a tutte le cerimonie del regime.

Ricordo le colonie estive giornaliere nella ridente località balneare di Portorose con il rientro nella mia città Pirano (oggi entrambi in Slovenia) che si concludeva davanti alla sede della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) dove,  dopo il saluto al Duce ed il saluto al Re rompevamo le fila.

Partecipai anche alla raccolta della lana e del ferro,  bussando di porta in porta . trovando sempre la massima disponibilità, anche se al termine della giornata non avevamo certo raccolto un una gran che!

Da ragazzino avevo una bella voce tanto che il 5 maggio 1942 partecipai al “Concorso del dilettante” che aveva luogo al Teatro Tartini di Pirano.  

Nell’occasione, rigorosamente in camicia nera e “pantaloncini grigi” mi misero in piedi su una sedia perché il microfono era alto  per la mia statura.

Cantai la canzone “Caro papà” uscendo terzo classificato. Questo mi consentì in occasione del 28 ottobre dello stesso anno, per ricordare la “marcia su Roma”, di cantare alla Casa del Fascio la canzone “Battaglioni M”. Applauso assicurato!

Vi allego la foto d’epoca con un caro saluto.


Giovanni Ruzzier alias “Gianni “Piastra”