UN CAMERATESCO ABBRACCIO


È quello che merita il Carabiniere in congedo Pietro SINNI,  decorato di Medaglia d’Oro riservata alle vittime del terrorismo a seguito dell’attentato del 12 novembre 2003 a Nassirya.

Un cameratesco abbraccio, perché rimane incomprensibile come questa Repubblica non tuteli i suoi figli migliori. Come si fa a negare ad uno scampato alla strage di Nassiriya il giusto riconoscimento del suo stato di salute, negandogli l’aggravamento della infermità patita a seguito della predetta strage?

Il Carabiniere Pietro Sinni per questo motivo ha restituito, immagino con quanto dolore,  la Medaglia d’Oro che gli era stata conferita ed ora lo Stato che fa: gli presenta il conto, il pagamento del conio,  in ragione di euro 1.410 iva esclusa.

E’ sconcertante che in questo nostro bistrattato Stivale, dove tutto è corrotto, dove persino la Magistratura è sotto osservazione, dove politici apertamente sostengono chi viola le leggi dello Stato, rendendosi complici di presunte organizzazioni umanitarie, un Carabiniere non possa ottenere quanto gli spetta dopo aver fedelmente servito in armi la Patria.

Noi gli siamo vicini. Vogliamo dirgli GRAZIE per quanto ha fatto e rincuorarlo, auspicando che qualcuno ascolti le sue giuste, meritate richieste.

5 luglio 2019


Giovanni Ruzzier