S. GIORGIO, PATRONO DELL'ARMA DELLA CAVALLERIA


 23 APRILE RICORRENZA DI S.GIORGIO 

SANTO PATRONO DELL'ARMA DI CAVALLERIA


San Giorgio è uno dei santi più popolari al mondo. In particolare in Italia, 21 comuni ne portano il nome ed altre centinaia lo venerano come patrono.

Uno Stato americano ed una repubblica russa si chiamano Georgia; sei Re britannici e due greci ne hanno portato il nome; è patrono d'Inghilterra, del Portogallo e della Lituania.

Giorgio sembra sia nato tra il 250 e il 273 in Cappadocia (odierna Turchia) nella città di Mitilene, da padre persiano di nome Geronzio e dalla palestinese Policronia. Dopo la morte del padre, fervente cristiano che l'aveva allevato nella propria fede, venne portato ancora fanciullo, dalla madre, facoltosa possidente, in Palestina, probabilmente a Lydda (presso l'odierna Jaffa). Qui il giovane venne educato secondo gli usi delle famiglie patrizie ed avviato alla vita militare. Ben presto l'Imperatore Diocleziano lo innalzò alla dignità Tribunizia, ma il suo credo, all'avvio delle persecuzioni, ne causò la decapitazione (anno 303 d.C.).

La Legenda Aurea, è una raccolta di vite di santi, scritta nel XIII secolo dal vescovo di Genova Jacopo da Varagine. Questo documento ne fissa la figura di cavaliere eroico.

Vi si legge, infatti, che in una città chiamata Selem, in Libia, un drago si nascondeva in un grande stagno e quando ne emergeva uccideva tutti col proprio fiato.

Nella speranza di placarlo si compivano sacrifici. Un giorno, però, fu estratta a sorte la figlia del Re, la Principessa Silene. Il giovane cavaliere la tranquillizzò, promettendole il suo intervento. All'uscita del drago dalle acque, Giorgio lo trafisse con la sua lancia e lo fece cadere a terra. Poi disse alla principessa di non aver timore e di avvolgergli la propria cintura al collo, così il drago prese a seguirla docilmente verso la città.

Giorgio tranquillizzò gli abitanti atterriti, dicendo loro di non temere poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».  Il Re e la popolazione si convertirono, Giorgiouccise il drago e lo fece portar via dalla città trascinatoda quattro paia di buoi.

La leggenda risale al tempo delle Crociate e probabilmente nasce da un'immagine dove l'imperatore Costantino schiaccia col proprio piede un drago, simbolo appunto del «nemico del genere umano».

Nel Medioevo, la lotta di san Giorgio contro il drago è icona del combattimento del bene contro il male ed il mondo della nascente Cavalleria vi vede incarnati tutti i suoi ideali!

Il culto diviene popolarissimo sia in Occidente che nell'Oriente bizantino, dove San Giorgio è il «grande martire» ed il «trionfatore» per eccellenza.

Oggi vari Ordini cavallereschi ne portano il nome: l'Ordine della Giarrettiera, l'Ordine Teutonico, l'Ordine Militare monastico militare spagnolo di Calatrava ed il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Nell'iconografia, San Giorgio è ritratto come un cavaliere che uccide un drago ed il suo nome viene invocato contro la peste, la lebbra ed i serpenti velenosi.

Le celebrazioni annuali del Santo Patrono dell'Arma di Cavalleria vengono regolarmente programmate presso il Tempio Sacrario dell'Arma di Cavalleria (Voghera –PV), superbo esempio di arte romanica nell'Oltre Po Pavese. Esso presenta al suo interno, murati sulle pareti, gli stemmi policromi in cotto, a rilievo, della Scuola di Cavalleria, dei trenta reggimenti (che, al momento della sua massima espansione, componevano l'Arma di Cavalleria), dello Squadrone Sardo e Coloniali, più quelli della Cavalleria Blindata dell’ultimo dopoguerra.


Gianluca Riguzzi


http://www.tempiocavalleriaitaliana.it/index.asp

http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/armi-e-corpi/Cavalleria