NEL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI NORMA COSSETTO


Norma Cossetto (Visinada, 17 maggio 1920 – Antignana, 4 o 5 ottobre 1943), fu una studentessa italiana, istriana di un villaggio nel comune di Visignano, uccisa da partigiani jugoslavi comunisti nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani.


NEL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI NORMA COSSETTO


Cento anni fa, il 17 maggio 1920 nasceva a Visinada (Pola), oggi in Croazia. Il 5 maggio 1943, in quella terra che aveva tanto amato,  fu barbaramente assassinata, Norma Cossetto  proveniva da una famiglia di possidenti. Suo padre era dirigente del Partito nazionale fascista del posto. Norma si diplomò    al Regio Liceo  Vittorio Emanuele III di Gorizia e si iscrisse alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Padova.

Poco prima della morte preparava la tesi di laurea sul tema “Istria Rossa” riferendosi alla terra rossa della bauxite presente sul territorio. Ma quella tesi non giunse mai nelle mani di chi doveva giudicarla.

Dopo l’8 settembre 1943 i partigiani slavi occuparono parte dell’Istria portando terrore e morte.

Giacomo Scotti sostiene che non furono i partigiani slavi a seviziarla, stuprarla ed ucciderla, bensì “cani sciolti” italiani inquadrati nella Resistenza, il che rende la sua morte ancora più dolorosa. Le sevizie sul suo povero giovane corpo furono inimmaginabili, mentre 17 partigiani slavi, alcuni impazziti perché costretti a vegliare il corpo della povera Norma per una notte intera, furono fucilati dai nazisti.

L’8 maggio 1949 su proposta del latinista e deputato comunista Concetto Marchesi, già Rettore dell’Università patavina, sentito il parete del consiglio dell’Ateneo, gli fu conferita la “laurea ad honorem” . Nel 2005, su proposta dell’on. Franco Servello ed altri di Alleanza Nazionale, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione:

“”Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi brutalmente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor di patria.””

Villa Surani – Istria – 5 ottobre 1943.

Una pagina di storia delle tristi vicende che hanno sconvolto la vita dei nostri connazionali dell’Istria,  di Fiume e della Dalmazia costretti all’esilio.

Rimini, 17 maggio 2020


Giovanni Ruzzier – esule da Pirano (Pola)