MARCONI SE NE FREGO' DEI VIROLOGI DEL SUO TEMPO


L'attualità di Guglielmo Marconi, un grande scienziato, uno dei tanti primati nazionali dimenticati dalla nostra italietta. Alberto Urizio lo ricorda proprio nel giorno in cui S.M. il Re Vittorio Emanuele III, con Legge 28 marzo 1938, n. 276, decretò: "il giorno 25 aprile, anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, è dichiarato a tutti gli effetto, solennità civile".


MARCONI SE NE FREGO' DEI VIROLOGI DEL SUO TEMPO


Credo che ogni Paese, come l’Italia , abbia avuto in ogni epoca i propri “Burioni”.

Intendo quei saccenti che all’improvviso e senza saperne il perché, diventano i saggi; gli esperti, quelli insomma, a cui ci si rivolge per avere risposte.

Poi, che le diano o meno, sono dettagli ininfluenti alla loro prosopopea e, ancor più significativo, sono inversamente proporzionali alla loro inutilità.

Più non danno risposte, più ci si rivolge a loro per avere illuminazioni sulla via da intraprendere, come l’attuale Governo italiano che non decide nulla, ma è sempre sulla base alle indicazioni dei virologi.

Quali virologi ?

Burioni che ci disse che le prime mascherine che si vedevano in giro erano, probabilmente di coloro che avevano problemi con lo smog ? O quegli altri che si insultano in diretta nelle varie trasmissioni televisive dove fra premi Nobel, aspiranti al premio Nobel, occupanti di passerelle varie, esperti che ci dicono tutto ed il contrario di tutto ?

So solo che svariate centinaia di esperti nelle decine di commissioni istituite dell’attuale Governo, oltre a Ministri, sottosegretari, dirigenti dei vari dicasteri, vice dirigenti, direttori, impiegati ed uscieri, sono riusciti a dirci, dopo mesi di studi e dibattiti, che questo COVID 19 è un virus: punto.

Oggi, virologo è il sinonimo di Saggio che tutto può, compreso dichiarare la dittatura nelle nostra repubblica che il governo la realizza tramite DPCM,ovvero Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, l’Avv. “Giuseppi” Conte, non il Cav. di predappiese memoria.


A questo pensavo quando anch’io, come tutti ormai, dagli arresti domiciliari ci ci collega con amici, parenti o per lavoro, lezioni o altro in sti internet che grazie alle trasmissioni permettono di parlarci, di vederci e di uscire da ogni isolamento. Ieri parlavo con mio cugino che vive in Brasile, entrambi con una applicazione nel cellulare e mille sono le raccomandazioni di non stare sempre collegati perché si intasano le linee…..quali linee? Immagino quelle di partenza e di arrivo, perché tutto il resto viaggia nell’etere, sì, nell’etere il cui termine inventò un ragazzo che viveva tra Bologna e la casa padronale nell’appennino Tosco-Emiliano.

Anche all’ora, a fine ottocento, inizio ‘900, i “virilogi” dell’epoca, come alcuni ancora oggi, sostenevano che le onde generate dall’elettricità non potevano segure la curvatura della terra e….fine della storia.

Un ragazzotto sui vent’anni aveva le sue convinzioni che volle sperimentare con i suoi soldi.

Funzionò così bene che ora telefoniamo con i cellulari, ci messaggiamo, ci insultiamo con i SMS o creiamo tresche con WhatsApp, Telegram e altre applicazioni in quanto le onde elettromagnetiche percorrono la superfice curva della terra, come sostenava quello strano ragazzo, e viaggiano anche nello spazio dove, anziché il vuoto, disse che era “l’etere” a permettere queste trasmisioni.


Qualsiasi Paese sulla nostra terra ne avrebbe fatto un idolo, intitolato strade, piazze, fatto serie Tv oltre che film ed insegnato a tutti i cittadini che era solo un grande onore aver avuto Guglielmo Marconi tra i nostri grandi.


Invece non solo ce ne simo dimenticati, ma se chiediamo a 10 giovani che si messaggiano tra loro chi fosse………..


Viva il Re


Alberto Urizio v. KOVERECH


Foto di copertina: da wikipedia