LA BIZZARRA STORIA DELL'UOMO-PROIETTILE


Motovelodromo di corso Casale, Torino 1927.

Il famoso circense Hugo Zacchini, l’uomo-proiettile dei circensi Flying Zacchini, si fa sparare dal cannone sui cieli di Torino.

Leggenda narra che fu ritrovato dopo alcuni giorni tra i boschi intorno a Superga, nudo in groppa ad un cinghiale, convintissimo di essere il duca Vittorio Amedeo Il durante l’assedio dei francesi del 1706.

Pare che l’idea per il numero del cannone gli sia venuta durante la prima guerra mondiale, quando propose allo stato maggiore di formare una squadra speciale di uomini-proiettili da lanciare dietro le linee austriache e così prendere alle spalle il nemico e liberare la strada per Vienna. Non fu ascoltato, peccato.

Sarebbe stato interessante nella tragica storiografia della Grande Guerra, inserire una nota di colore del “Reggimento Speciale Zacchini-Münchhausen” con questi prodi arditi volanti, sparati da obici verso l’Austria-Ungheria, e immaginarseli atterrare pugnale tra i denti a Vienna nei giardini imperiali dell'Hofburg e gettare il terrore tra la corte di Franz Joseph, per poi saccheggiare le riserve nemiche di torta Sacher.

Zacchini Icaro del secolo futurista con la testa tra le nuvole, per dare il bacio della buonanotte alle stelle.

In cielo non ci sono più confini per l’uomo-proiettile Hugo Zacchini.


Federico Mosso 

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