LA BATTAGLIA DI MAGENTA


Il ricordo della battaglia di Magenta, il primo grande trionfo della seconda guerra d'indipendenza, seguiranno i successi di San Martino e Solferino, che saranno le basi per l'annessione della Lombardia, il primo passo per l'unificazione della Patria. A cura di Alessio Benassi.


LA BATTAGLIA DI MAGENTA


Il 4 giugno del 1859, nel corso della seconda guerra d'indipendenza, che vide contrapposte le forze franco piemontesi a quelle austriache, si svolse la battaglia di Magenta. Allo scoppio del conflitto gli austriaci erano rimasti oltre il Ticino, solo a maggio il generale Ferencz Gyulai aveva mosso verso Vercelli, occupandola, ed Alessandria. Le truppe sabaude rimasero in attesa, del nemico e dell'alleato francese, Napoleone III aveva inviato soldati a Marsiglia via mare sino a Genova e a piedi dal Moncenisio a Susa, dove per la prima volta fu utilizzata la ferrovia a supporto degli spostamenti bellici. 

Ben presto si ebbero i primi scontri, segno del contrattacco franco piemontese, infatti era piano degli alleati aggirare gli austriaci a Nord aggirando l'ala destra asburgica, protetti dallo schieramento dell'armata sarda. Tale strategia portò il disorientamento nelle fila austriache, che si attendevano un attacco da sud, forzando il Po a Frassineto vicino Casale Monferrato. Dopo le sconfitte di fine maggio, a Vinzaglio il 30 maggio ed a Palestro il 31, gli austriaci si ritirarono nel Lombardo, attestandosi sulla linea difensiva da Magenta ad Abbiategrasso, sfruttando la barriera del Ticino e del canale Naviglio Grande a protezione di Milano. 

Il primo di giugno Napoleone III aveva a Novara 50.000 uomini, Gyulai conscio del fatto che il Bonaparte era pronto ad aggirare la sua ala destra comunicò all'Imperatore Francesco Giuseppe, giunto a Verona per prendere parte alla guerra, che avrebbe ingaggiato battaglia sul Ticino. 

La notte tra il 2 ed il 3 di giugno i francesi, dopo un duro scontro, erano riusciti a conquistare Turbigo creando una piccola testa di ponte, la mattina del 4 le forze alleate si concentrarono su Magenta. Alle ore 12,30 le forze francesi erano in vista del Naviglio Grande, ma Napoleone III diede ordine di attaccare solo verso le 14.00 per attendere il generale Mac Mahon da Boffalora. I francesi della 1° Divisione della Guardia tra le 13,00 e le 14,00, diedero il primo assalto, guadagnando la scarpata del Naviglio e trovando intatto il ponte e lo stradone a Ponte Nuovo. A nord Mac Mahon fu duramente impegnato negli scontri, questo causò un ritardo che mise in gravi difficoltà Napoleone III e i francesi. Il caos, gli ingorghi di carri e vettovaglie portarono altre difficoltà e ritardi nel movimento delle truppe. 

Alle 16,00 la situazione mutò, l'arrivo tardivo di Mac Mahon con la sua ala destra da Boffalora  servì ai piani, mettendo in crisi la posizione austriaca nell'abitato di Magenta. Intorno alle 17,00 le truppe piemontesi del generale Fanti erano entrate in contatto con l'ala sinistra di Mac Mahon, impedendo così un possibile contrattacco austriaco. Verso le 18,30 l'esito della battaglia era ormai segnato, Gyulai diede ordine di ripiegare, mentre i francesi diedero l'assalto finale che comportò comunque il sacrificio del Generale Charles-Marie-Esprit Espinasse. 

Tra le 19,00 e le 20,00 Magenta era in mano francese, verso le 22,00 gli austriaci erano in rotta, il mattino seguente le forze asburgiche abbandonarono il borgo di Abbiategrasso. Le forze alleate francesi e sabaude avevano conquistato il campo, inoltre la strada per Milano era libera. 

L'8 giugno l'Imperatore Napoleone III e Re Vittorio Emanuele II entrano trionfalmente nella capitale lombarda, passando sotto l'arco della Pace. La vittoria di Magenta fu il primo grande trionfo della seconda guerra d'indipendenza, seguiranno i successi di San Martino e Solferino, che saranno le basi per l'annessione della Lombardia, il primo passo per l'unificazione della Patria.


Alessio Benassi


Foto di copertina: Carlo Bossoli, "La Battaglia di Magenta", da https://ilteatrodellamemoria.com/2011/11/16/la-guerra-si-fa-ballo-la-battaglia-di-magenta-1859/