L'IMPRESA DI FIUME


Il ricordo dell'impresa di Fiume attraverso le vibrati ed accorate parole di Maurizio Ulisse Murelli.


Accorse a Fiume la più bella gioventù italica forgiatasi tra i ghiacci e le trincee delle Alpi. Erano proto-fascisti, proto-comunisti, proto-anarchici, nazionalisti e sindacalisti rivoluzionari, libertari, cattolici e pagani, monarchici e repubblicani, ragazzi del sud e ragazzi del nord, artisti della musica e della pittura… erano ITALIANI. Al comando del poeta soldato Vate d’Italia presero la “Città di Vita”. In ognuno di loro riverberava l’anima d’Italia, quella che legava assieme il mito di Roma e il mito rinascimentale, il Risorgimento e il Medio Evo. Avevano come comune denominatore minimo il ribrezzo e il disprezzo per i borghesi pantofolai, le oligarchie finanziarie, il piccolo uomo liberale, la vecchia politica di palazzo dei mille più uno Cagoia. Presero e tennero Fiume, fratelli che si specchiavano negli occhi l’un l’altro. 

Così era 100 anni fa. Quanta differenza con quanto accade oggi. Una nazione ancora infestata da pusillanimi straccioni, mille più uno Cagoia (come allora) ma con gli italiani, reduci da decenni di scontri rancorosi dove alla testa prima di tutto hanno messo ideologie mortifere, si guardano negli occhi l’un l’altro e non vedono altro che un Caino o un Giuda. E la stessa epopea di Fiume strumentalizzata per convenienza di ideologie ormai putrefatte, dove ognuno guarda al frammento che più gli torna utile per continuare a vomitare bile… quando non è oblio e mistificazione. 

Anni fa (negli anni ‘90 del secolo scorso) credo di essere stato tra i primi a riportare alla memoria l’impresa fiumana (di cui nessuno o quasi ne aveva memoria) e nel farlo andai oltre le ideologie. E oggi come allora, nella ricorrenza del centenario, vi abbraccio tutti legionari di Fiume, avanguardia di una bella Italia nel nome della quale io mi batto con tutte le forze. Vi abbraccio e vi ricordo tutti. Vi porto nel cuore e sempre vi ricorderò come esempio, stella polare, bussola per orientarmi in quest’epoca di miserie, in una Terra che tanto avrebbe bisogno di un Vate, di un poeta guerriero eroe beffardo e , sopra tutto, dei suoi bei legionari. 

Eja!, legionari di Fiume. Eja!, eja!, eja!...

12 settembre 2019


Maurizio Ulisse MURELLI