IL RE IN ESILIO


S.M. Umberto II di Savoia per Grazia di Dio e volontà della Nazione RE d’Italia, sarà certamente ricordato per essere stato un Uomo pio, onesto, leale e come tale, non solo lo riconosco, ma mi inchino sin da quando, tanti anni fa, ero in terza media e ricevetti un suo biglietto in risposta ai miei auguri natalizi.

Pensate che cosa sia stato per me ricevere dal Re d’Italia un messaggio con il quale ringraziava me  - ragazzino imberbe e sconosciuto – per averGli mandato un timido messaggio di augurio nella lontana Cascais !!!

Se non sbaglio è in corso una causa di beatificazione che, con questo Papa e questa Chiesa, non saprei nemmeno che valore darne.

Resta il fatto storico che come dichiarò nel bellissimo messaggio allegato, tutti sapevano dei brogli elettorali e di tutte le messinscena nello spoglio dei voti, dei voti dichiarati nulli, delle pantomime che ormai sono registrate quali fatti storici acclarati e provati, sin all’arrivo in extremis dal Viminale di diverse casse di schede pro repubblica che era state approntate nel caso (che si stava comunque avverando) di vittoria della Monarchia.

Certo che la guerra era stata tremenda.

Si voleva finalmente la pace e lasciare che non ci fossero nuove sofferenze alle già terribili che segnavano la pelle di tutti gli Italiani (per noi Istriani non era ancora finita: ne sarebbero arrivate ancora più crudeli e più feroci).

La dichiarazione del Re non lascia il minimo dubbio: tutto era falso, precostituito, probabilmente voluto dalle Nazioni che avevano vinto e CONOSCIUTO.

Allora, in questo caso, un Re impugna la bandiera dell’Italia e chiama a se tutti coloro che vogliono difendere la Libertà e la Giustizia della Patria.

Ordina l’arresto di  quei miserabili truffatori e bari quali De Gasperi, Togliatti, Nenni, Romita e qualche altro che ancora stava nascosto in Vaticano, che poi abbiamo avuto tempo e modo di conoscere, purtroppo, questo sì per il bene dell’Italia innanzitutto !

Un bel falò di schede fasulle e se qualche comunista prezzolato da Tito o da Stalin avesse voluto provare la rivoluzione, lo facesse pure, c’erano ancora molti Italiani fieri di esserlo e pronti a riprendere le armi : “ …per il bene inseparabile del Re e della Patria”, come infatti la Storia ha registrato e la politica italiana nascosto.

Mi vengono a parlare dei patrioti borbonici, delle pasque veronesi, dei soprusi piemontesi e fingono di non sapere dei morti monarchici di Via Medina a Napoli l’11 Giugno 1946 che erano insorti contro i soprusi del falso referendum.

Scusatemi, ma la penso così e quando vedo sventolare la nostra Bandiera mi commuovo, anche quando non ha lo stemma della nostra Unità Nazionale.

Viva il Re d’Italia!


Alberto Urizio v. Koverech