IL DISCORSO DELLA REGINA ELISABETTA


La regina Elisabetta ha appena tenuto un discorso alla nazione e ai Paesi del Commonwealth. Al di là dei tradizionali discorsi di Natale, sono solo tre i precedenti in cui la sovrana ha parlato ai sudditi britannici:  in occasione della morte di sua madre, di Lady Diana e durante la Guerra del Golfo. 


IL DISCORSO DELLA REGINA ELISABETTA


Vi sto parlando in quello che so essere un momento denso di preoccupazioni. Un momento di turbamento nella vita del nostro paese: un turbamento che ha causato dolore ad alcuni, difficoltà finanziarie a molti ed enormi cambiamenti alla vita quotidiana di tutti noi.

Voglio ringraziare tutti coloro che sono in prima linea nel NHS (il sistema sanitario britannico, ndt), così come gli operatori sanitari e coloro che svolgono ruoli essenziali, che continuano disinteressatamente le loro attività quotidiane fuori casa a sostegno di tutti noi. Sono sicura che la nazione si unirà a me per assicurarvi che ciò che fate è apprezzato e che ogni ora del vostro duro lavoro ci avvicina al ritorno a tempi più normali.

Voglio anche ringraziare quelli di voi che stanno a casa, contribuendo in tal modo a proteggere le persone vulnerabili e risparmiando a molte famiglie il dolore già provato da coloro che hanno perso i propri cari. Insieme stiamo affrontando questa malattia e voglio rassicurarvi sul fatto che se resteremo uniti e risoluti, la supereremo.

Spero che negli anni a venire tutti saranno orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida. E che quelli che verranno dopo di noi potranno dire che i britannici di questa generazione erano forti come quelli di tutte le generazioni che l’hanno preceduta. Che gli attributi dell’autodisciplina, della quieta risolutezza e della fratellanza caratterizzano ancora questo paese. L’orgoglio per ciò che siamo non fa parte del nostro passato, definisce il nostro presente e il nostro futuro. 

I momenti in cui il Regno Unito si è riunito per applaudire il suo essere solidale e i suoi lavoratori essenziali saranno ricordati come espressione del nostro spirito nazionale; e il suo simbolo saranno gli arcobaleni disegnati dai bambini.

In tutto il Commonwealth e in tutto il mondo, abbiamo visto storie commoventi di persone che si uniscono per aiutare gli altri, sia attraverso la consegna di pacchi di cibo e medicine, il controllo dei vicini o la conversione di aziende per sostenere lo sforzo dei soccorsi. 

E sebbene l’autoisolamento a volte possa essere difficile, molte persone di tutte le fedi, e di nessuna, stanno scoprendo che rappresenta un’opportunità per rallentare, mettere in pausa e riflettere, nella preghiera o nella meditazione.

Mi ricorda la prima trasmissione che ho realizzato, nel 1940, aiutata da mia sorella. Da bambini, abbiamo parlato da qui a Windsor con i bambini che erano stati evacuati dalle loro case per la loro sicurezza. Oggi, ancora una volta, molti sentiranno un doloroso senso di separazione dai loro cari. Ma ora, come allora, sappiamo, nel profondo, che è la cosa giusta da fare.

Mentre abbiamo già affrontato sfide prima, questa è diversa. Questa volta ci uniamo a tutte le nazioni di tutto il mondo in uno sforzo comune, usando i grandi progressi della scienza e la nostra istintiva compassione per guarire. Ci riusciremo – e quel successo apparterrà a ognuno di noi.

Dobbiamo consolarci pensando che nonostante potremmo avere ancora molto da patire, torneranno giorni migliori: saremo di nuovo con i nostri amici; saremo di nuovo con le nostre famiglie; ci rincontreremo.

Ma per ora, invio i miei più sentiti ringraziamenti e i migliori auguri a tutti voi.

5-IV-2020


Foto di copertina da