GIANRICO TEDESCHI


Ricordo di Gianrico Tedeschi (Milano, 20 aprile 1920 – Pettenasco, 27 luglio 2020), il "signor Sperlari", grande attore dotato di ironia e teatralità. 


GIANRICO TEDESCHI


Studente alla facoltà di Magistero della Cattolica di Milano, durante la seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi come ufficiale di complemento e partecipò alla campagna di Grecia; fatto prigioniero dopo l'armistizio, venne internato tra i Militari Italiani, nei campi di Beniaminovo, Sandbostel e Wietzendorf. 

Il racconto di quel periodo, nei volumi 'Gianrico Tedeschi due anni nei campi nazisti', a cura della professoressa Maria Immacolata Macioti, edito dall'Associazione nazionale reduci dalla prigionia (Anrp);  per essi ha dato il suo contributo anche Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche e biografo guareschiano, descrivendo un parallelo tra le figure di Tedeschi e Guareschi: entrambi  affrontarono la dolorosa esperienza della prigionia e condivisero  la scrittura e la rappresentazione della celebre 'Favola di Natale". Vero attore, Tedeschi sul palco improvvisato del campo di Sandbostel, recitò per gli internati Enrico IV di Pirandello e Gli spettri di Ibsen.  

Nell'immediato dopoguerra iniziò una strabiliante carriera teatrale. Dal  rivoluzionario Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler in cui era Pantalone. poi con  Luchino Visconti e Luca Ronconi; anche attraverso tv e cinema. Tanti e gustosi gli aneddoti. "Eduardo era un genio. Scrisse una commedia per me, Gli esami non finiscono mai,"  racconta lo stesso Tedeschi, Purtroppo non ho potuto recitare, perché avevo firmato un altro contratto".

Sempre mattatore, ma con uno stile sobrio e riservato, capace di passare dai classici greci al musical My fair lady sino allo show tv Il poeta e il contadino con Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto. Una carriera conclusa arzillamente nel 2016, a 96 anni, sul palco con Dipartita finale di Franco Branciaroli insieme ad Ugo Pagliai e Massimo Popolizio. Il tema, in quest'ultima rappresentazione di prosa della solitudine dell’anziano, affrontato anche nel ruolo di vecchio partigiano in Farà giorno con la regia di Piero Maccarinelli e Le ultime lune di Furio Bordon che portò in scena, allora ottantenne anche nel teatro parrocchiale di via Redi a Milano, dove questo ragazzino, aveva mosso i primi passi come attore filodrammatico. 

L'arte e la cultura ci fanno apprezzare nella consapevolezza il bello che aiuta non solo a  vivere, ma a sopravvivere nei  difficili percorsi che la vita ci pone  improvvisamente di fronte. 

Bella persona Tedeschi il cui pensiero lo ha sempre rivolto ai giovani,  con queste parole: "Il  mio invito è a non arrendersi mai, ad andare sempre avanti, soprattutto con l’arte e con la cultura. Altrimenti si muore davvero. "Vedendomi recitare Pirandello e Ibsen nel campo di Sandbostel, il critico teatrale Robeto Rebora mi disse: Gianrico, tu devi fare l’attore. Uscito da lì, è quello che ho fatto per tutta la vita". 

Un maestro di vita e di professionalità teatrale per chi gli è stato accanto a Teatro ed interprete mai banale ma sempre col guizzo educativo e moraleggiante nelle trasposizioni teatrali di grandi autori portati in scena. 


Gianluca Riguzzi


Foto in copertina da http://www.apriteilsipario.it/archivio/panoramica07-08/schede/schede/sch125.htm