FERRVM EST QVOD AMAT


"Ferrum est quod amat": frase pronunciata dal Comandante in occasione della consegna del “Pugnale votivo”. Nel Gennaio 1920 le donne di Fiume offrirono al Poeta un pugnale cesellato in oro e argento come simbolo della ribellione e della Resistenza. Era questa la risposta alla decisione di Nitti, allora capo del governo italiano. “Il ferro è l’estremo cuore del destino” commentò d’Annunzio dopo avere fatto affiggere ai muri della città dei manifesti contro Nitti soprannominato Cagoja.


Il nome di tutte le donne fiumane è Ardenza;
il nome di tutte le donne fiumane è Pazienza;
il nome di tutte le donne fiumane è Resistenza !

Come nell’alba e nel mattino del 12 settembre voi eravate chine verso la terra ad ascoltare se giungesse il rombo della nostra marcia, così voi siete rimaste sempre in ascolto di quell’armonia misteriosa e imperiosa che conduce le forze adunate in questa riva angusta per opporsi alla perversione e alla demenza del mondo.
Il vostro istinto è più forte e più savio di qualunque ragione.

Avevate l’altrieri, quando vi incontrai, quel medesimo aspetto umile e fiero, quel medesimo piglio gentile e selvaggio; e nel seno affaticato dai singhiozzi la parola virile, la parola che fu il sale di tanti miserabili giorni: Resistere !
Nell’ora cupa del perdimento, l’anima poverella e sublime di Fiume l’avete salvata voi !
Come vi loderò ?
Come vi renderò grazie ?
Come vi darò gloria ?

Una di voi, l’altra sera, si accostò timidamente mi disse che aveva serbato per me un dono marino.

Poco dopo mi portò in una custodia un vecchio erbario, e mi chiese perdono d’aver osato offrirmi una cosa di nessun pregio.
Era il più prezioso dono del mondo, era una serie di inestimabili prodigi. Erano tutte le alghe del Quarnaro raccolte e ordinate come immagini espressive del silenzio abissale.
Erano i sogni lievi della profondità amara.
Erano i segni d’una scrittura occulta, da non poter essere interpretati se non dagli occhi asciutti di un amore che avesse pianto tutte le sue lacrime.
Perché, nello scorgere i fogli stupendi, il mio spirito cercava un’intima rispondenza fra quelle delicate creature del gorgo e le donne che avevo vedute travagliarsi per entro ai flutti del tumulto ?
So che quelle della città vecchia si sono spogliate degli orecchini e degli anelli per offrirmi un pugnale dall’elsa d’oro. La povertà fa sempre i più ricchi doni.
Certo la lama sarà temprata nella grande amarezza: e le alghe del Quarnaro mi hanno detto dove io la pianterò.
 

FERRVM EST QVOD AMAT (il Ferro è l’Estremo Cuore del Destino).

Alle donne di Fiume, 


Gabriele d’Annunzio