ANTONIO FOGAZZARO, POETA E PATRIOTA


Mentore del poeta e scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, fu l'insegnante di Liceo Giacomo Zanella, che lo indirizza alla letteratura e gli trasmette anche l'interesse per il problema del rapporto tra fede religiosa e progresso scientifico, tema che diventerà centrale nella ideologia del futuro autore. Nella sua formazione influiranno anche gli scrittori e i poeti del secondo romanticismo, assieme ad alcuni tra i quali Victor Hugo. 

A Torino consegue la laurea in Legge nel 1864, pratica per un breve periodo la professione di avvocato, prima a Torino, poi a Milano, dove matura la propria vocazione letteraria e la decisione di cambiare percorso professionale, trovano una decisiva maturazione.    

Torna a Vicenza dopo tre anni e si dedica completamente all'attività letteraria.    

L'esordio letterario avviene nel 1874 con il poemetto "Miranda"; del 1876 è la raccolta di liriche "Valsolda": queste anticipano vari temi della sua produzione successiva. Il primo romanzo, "Malombra", viene pubblicato nel 1881; poi è la volta di "Daniele Cortis" (1885), "Il mistero del poeta" (1888), "Piccolo mondo antico" (1895). Comincia ad affrontare i temi della filosofia positivista e dell'evoluzionismo darwiniano.    

E' dopo il grande successo di "Piccolo mondo antico" che si intensifica la sua produzione letteraria. Escono "Poesie scelte" (1897), "Sonatine bizzarre" (1899), "Minime" (1901). Il 1901 è l'anno del suo primo lavoro teatrale dal titolo "El garofolo rosso", che confluirà - insieme ad altri due bozzetti teatrali - nel volume "Scene" (1903). Autore oramai affermato Antonio Fogazzaro diviene sempre più personaggio impegnato nella vita pubblica; il suo nome si impone anche in ambito internazionale, non solo grazie al successo dei suoi romanzi, ma anche e soprattutto all'eco delle sue conferenze di carattere ideologico-religioso. Nel 1898 tiene a Parigi un'importante conferenza su "Le grand poète de l'avenir", in cui è contenuta la sua poetica.    

Egli non condivide  le tendenze dell’arte contrario  al realismo, espressione del Positivismo e del socialismo, affermando che il compito del poeta è quello di riprendere le idee spiritualiste. Contrario ai  poeti decadenti, egli asserì che il nuovo poeta non avrebbe dovuto superare le frontiere della poesia e passare sul terreno della musica o della pittura, come facevano quanti mettevano insieme in maniera incoerente parole colorite o sonore in maniera curiosa. Alle correnti estetizzanti così egli contrappose un ideale romantico invitando il grande poeta a rimettere in onore l’amore. La volontà di recuperare qualche aspetto del Romanticismo emerge anche dal contenuto di un’altra conferenza, “Per la bellezza di un’idea”, con la quale egli ripropose la necessità di una simpatia tra l’uomo e la natura. Anzi poeta è detto colui che “ascolta le voci occulte delle cose e sente la vita oscura, i germi e le orme di tristezze e di gioie, nelle onde, nelle selve, nei venti, nelle rupi, nei fiori”. Per Fogazzaro poi qualunque oggetto può dare argomento all’arte, ma non sarà mai vera arte quella che non sappia trovare nella stessa persona elementi di vita superiore ed elementi di vita inferiore. Perciò i personaggi dei romanzi fogazzariani appartengono sempre ai ceti elevati, si muovono in ambienti confortevoli, nutrono sentimenti non volgari, vivono profondi ideali ed intense passioni. In certo senso insomma sono l’opposto di quelli della letteratura naturalistica che invece amava rappresentare i suburbi e la miseria dei loro abitanti. Allo stesso modo non troviamo nelle opere fogazzariane la rappresentazione diretta del male, né quella della patologia e della malattia.    

Ho affrontato solo un aspetto di questo importante rappresentante della Letteratura Italiana tra Ottocento e  primi del Novecento, che ci lasciava nel marzo del 1911.    


Gianluca Riguzzi

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Fogazzaro fu l'autore de: "La preghiera del Marinaio" che ancora oggi, al tramonto, viene letta dal l'ufficiale più giovane in ogni unità e caserma. Oggi è stato tolto il verso: "Salva ed esalta il Re, primo soldato" che era posto immediatamente dopo a :" Salva ed esalta, nella Tua fede, la nostra Nazione".