ADDIO AL GRANDE MODERNIZZATORE DELL'OMAN


DI ANDREA CARNINO

Oggi, sabato 11 gennaio 2020 si è spento all’età di 79 anni e dopo quasi mezzo secolo di regno, il Sultano Qābūs dell’Oman.

Nato a Ṣalāla il 18 novembre 1940, era figlio del Sultano Saʿīd ibn Taymūr e della Sceicca Mazoon bint Ahmad Ali Al-Mashani e rappresentava la 14esima generazione della Dinastia Āl Bū Saʿīdī, creata nel 1744 da Ahmad bin Sa'id Al Bu Sa'id e che ha regnato sui Sultanati di Zanzibar, Mascate e Oman.

Dopo aver ricevuto un’istruzione primaria e secondaria nella città di Salala e nella città indiana di Pune, il Principe a partire dal 16esimo anno di età frequenta le più prestigiose scuole private del Regno Unito, dove si appassiona alla musica classica. A 20 anni entra nella Royal Military Academy di Sandhurst per poi venire impiegato in un reggimento di fanteria britannico, il Cameronians, servendo nel 4º Battaglione in Germania per un anno.

Dopo aver fatto un giro del mondo, nel 1965 torna in Patria, dove studia la Religione Islamica e la storia della Sua Nazione, prigioniero del padre che lo tiene in condizioni detentive nel Palazzo Reale di Ṣalāla.

Nel luglio 1970, con il sostegno dell’Esercito Britannico riesce a deporre in padre (che a sua volta aveva costretto il proprio ad abdicare nel 1932) e salire cosi al Trono. Il Sovrano deposto viene portato fuori dal Paese a bordo dell’aereo Bristol Britannia della Royal Air Force e trasferito prima in Bahrein e poi a Londra, dove trascorre gli ultimi due anni di vita in un hotel di lusso.

Ma per Qābūs la missione non è semplice: il Sultanato è il Paese più povero della Penisola Arabica,  arretrato e sottosviluppato, sfrutta poco i giacimenti petroliferi ed è in piena guerra civile. Ma il nuovo Sovrano ha l’appoggio dello Scià di Persia e del Regno Unito e riesce così ad imporsi e porre fine alla rivolta marxista del Dhofar.

Con lui il Sultanato aderisce nel 1971 alla Lega Araba e all’ONU e nel 2005 all’ Organizzazione mondiale del commercio.

Grande riformatore, con l’inizio del Suo regno inizia lo sfruttamento intensivo dei pozzi di petrolio, vengono costruite infrastrutture, scuole, università, ospedali, alberghi e centri commerciali. Nel 1995 concede il diritto di voto e di eleggibilità alle donne, molte delle quali diventano Ministro o Ambasciatore.

Per favorire il benessere della popolazione l’acqua, l’elettricità e la benzina sono vendute ad un prezzo modico.

Pur essendo un Monarca assoluto, nel 1996 crea un Consiglio bicamerale con funzione prima consultiva ed oggi legislativa, la cui Camera Bassa a partire dal 2003 è eletta a suffragio universale diretto.

Sul piano internazionale il Sultano negli anni ’80 media il cessate il fuoco nella guerra Iran-Iraq e negli anni cerca di stabilizzare la regione, facendo da ponte tra Monarchie sunnite e Iran, Paese con il quale mantiene relazioni cordiali e che aiuta a mediare con gli Stati Uniti, altra Nazione con la quale intrattiene rapporti.

Grande appassionato di musica classica, fonda un’orchestra sinfonica composta da 120 giovani, tutti omaniti ed istruiti da professori britannici, che oggi è molto apprezzata in tutto il Medio Oriente e nel resto del mondo.

Fra i suoi lasciti architettonici ci sono il teatro dell’Opera della capitale, il più bello della regione e la grande moschea di Muscat, dotata di meraviglie come un tappeto di 60 per 70 metri, lavorato a mano da 600 donne iraniane e un lampadario di cristalli Swarovski di 14 metri.

Pur essendo omosessuale, nel 1976 sposa Sua cugina di primo grado Kamila, ma la coppia divorzia nel 1979 senza aver avuto figli.

L’ultima Sua apparizione ufficiale risale allo scorso dicembre quando ha ricevuto il Principe William del Regno Unito.

E adesso chi salirà al Trono: la linea di successione prevede che a regnare sia il figlio maggiore maschio del Monarca, ma il Sultano non aveva figli e i parenti più prossimi sono le tre sorelle e alcuni zii paterni ancora viventi con le Loro famiglie. Qābūs ha così stabilito che sarà la Famiglia Reale ad accordarsi sul nome del Suo successore e che se l’accordo non dovesse esserci il Consiglio della Difesa deciderà sulla base di due nomi che il Monarca ha chiuso in buste sigillate prima di morire.

La Famiglia Reale ha scelto come successore Haitham ben Tarek, cugino del defunto, già Ministro della Cultura, che ha già svolto un ruolo diplomatico importante, rappresentando l'Oman all'estero e dando il benvenuto al principe Carlo e alla moglie Camilla al Loro arrivo nel Paese nel 2016.

Il nuovo Sovrano ha prestato giuramento questa mattina ed ha assicurato che il Paese manterrà la politica di "non ingerenza" perseguita dal suo predecessore, che ha ritagliato alla Nazione un ruolo di mediatore regionale rispettato dalla Comunità Internazionale.

Il Sultano dell'Oman (1940-2020)

Il Sovrano con la Regina Elisabetta II

La Sua ultima apparizione pubblica con il Principe William del Regno Unito


Il giuramento del nuovo Sultano


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