11 FEBBRAIO 1941


Ricordiamo un pilota ardimentoso, asso dell'Aeronautica Militare.    


MARIO VISINTINI

Mario Visintini nato a Parenzo  il 26 aprile del 1913, seppur di modesta famiglia Istriana ma studente volonteroso e capace riuscì con perseveranza riuscì ad affrontare ogni ostacolo ed al termine degli studi medi superiori, pieno di entusiasmo per il servizio militare ed ancor più per l'Arma Aerea, si presentò allo esame medico per l'ammissione all'Accademia Aeronautica. L'esito della visite, purtroppo, fu negativo. Mario Visintini, colui che diverrà un asso della nostra Aviazione,  a malincuore si iscrive all'Università. Ma la sua passione per il volo è ben superiore al verdetto di una commissione medica e frequenta, con grandi sacrifici, un corso di pilotaggio civile, conseguendo il  brevetto di pilota civile,  col quale persegue il titolo per  frequentare il corso allievi ufficiali di complemento della Regia Aeronautica.    

Conseguito il brevetto di pilota militare, il 23 settembre 1937 il sottotenente Mario Visintini fu assegnato alla 91.a Squadriglia, la "Francesco Baracca" dislocata a Gorizia dove rimane per poco per volare di li a poco nei  cieli di Spagna con l'Aviazione Legionaris  Italiana.   Al termine della sua missione in Spagna, nell'ottobre 1938, rientrando in Italia apprende con gioia la notizia che due proposte di ricompensa al valor militare sono state tramutate nella nomina ad ufficiale effettivo. Forse un non voluto errore di valutazione in una delle sue prime missioni contro l' aviazione rossa, contribuì ad accentuare in Lui quella caratteristica di studioso che lo farà definire il pilota scientifico e preciso era nel servizio.    

All'inizio delle ostilità, Visintini si troverà in Africa, dove non mancherà di coprirsi di gloria nella 412^ Squadriglia Caccia ("affiliata" al 4° Stormo).          

Nel 1940 viene decorato di medaglia d'argento sul campo e riceve l'elogio personale del Vicerè. Non esita per altrùismo a mettere a repentaglio la propria vita. Il 12 dicembre 1940, a seguito di un'incursione sul campo inglese di Aroma a Gaz-Regab, il suo Caposquadriglia, Capitano Antonio Raffi è colpito ed è costretto a scendere. Visintini atterra anche lui, libera l'abitacolo del suo monoposto di ogni oggetto ingombrante e dei dispositivi di sicurezza e riesce a portare in salvo il suo comandante sotto gli occhi esterrefatti degli inglesi.    

E' questo forse uno degli episodi più belli della sua breve ma intensa carriera.

Per merito di guerra il 16 gennaio 1941 viene promosso capitano ed ottiene il comando di una squadriglia Il 9 febbraio consegue una nuova vittoria aerea e due giorni dopo, 1'11 febbraio, al rientro da un'azione nella zona di Cheren constatata la mancanza di due gregari, a pomeriggio inoltrato e pur approssimandosi una tempesta, riparte alla loro ricerca. Ma una montagna nascosta nella nebbia gli si para dinnanzi e questo fu l'ultimo suo volo.

È stato uno degli uomini che con le loro azioni tennero vivo il morale dei nostri combattenti in linea e delle sacrificate popolazioni civili della nostra Colonia Eritrea.

Visintini agì sempre silenziosamente, schivo della celebrità, chiuso nella sua modestia, dedito al proprio dovere per la grandezza della Patria. Credetemi, al giorno d'oggi, forse, questo linguaggio, può sembrare impossibile che della gente consapevolmente possa sacrificarsi per un ideale. Le sue parole, però, quasi rimbrotto a chi, trepidante per lui, teme e prevede il suo estremo sacrificio:

".. se ciò avverrà ci saremo sdebitati verso la Patria che ci ha fatto nascere italiani, cioè esseri superiori benedetti da Dio ', sono altamente significative e più che qualsiasi aggettivo magnificano le sue gesta.

L'inizio della motivazione della M.O. concessagli al valore militare alla memoria inizia così:

Superbo figlio d’Italia, eroico, instancabile, indomito, su tutti i cieli dell’impero stroncava la tracotanza dell’azione aerea nemica in 50 combattimenti vittoriosi. 

Anche il fratello Licio,Tenente di Vascello ed incursore della X^ Flottiglia Mas della Regia Marina morirà in azione di guerra nel dicembre del 1942  nelle acque della Base di Gibilterra che lo avevano visto più volte vittorioso violatore della potenza nemica. 

Al grande sabotatore, verrà concessa la M.O al valor militare, alla memoria.

Due medaglie d'oro, che spiccano sul petto di una delle tante gloriose Madri italiane, che tutto hanno dato senza nulla pretendere, sono perenne ricordo, agli immemori, del silenzioso valore e sublime sacrificio di due fratelli ITALIANI di quella Parenzo di origini romane, in Istria, che Il trattato di Pace di Parigi del 1947 , assegnò alla Jugoslavia e che dal 1991 con la secessione è diventata Croazia. 

Pur dilungandomi, credo valga la pena menzionare un semplice e piccolo accadimento occorso nell'immediato dopoguerra. La mamma Giovanna esule istriana in un'Italia non madre ma MATRIGNA, non potendo raggiungere l'Asmara, dove è sepolto Mario, decide di far pervenire per corrispondenza alcune violette al circolo ricreativo giovanile, che la popolazione del luogo ha voluto intitolare a suo figlio, l'Eroe Buono, per farle portare sulla sua tomba.
Accadde  che  un modesto muratore, rimasto anonimo, di propria iniziativa, incise la lapide tombale e inserì una delle viole coprendola con un vetro.  

Poi scolpì la semplice frase:      
"La tua Mamma".

Ebbene oggi in tempo di coronavirus, in cui emergono e riemergono i valori di solidarietà e fratellanza, non dobbiamo vergognarci dei buoni sentimenti troppo a lungo disprezzati ed invisi da una cultura disfattista e priva di quei Valori.

Auguriamoci e personalmente auguro di commuovermi e commuoverci al vedere sventolare la bandieta d'Italia, non solo perchè segna un goal la Nazionale, ma perchè i medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, forze dell'ordine e forze armate, segnano a ripetizione nella partita contro il coronavirus per vincerla e debellare la peste del XXI mo secolo.

Un saluto e l'augurio di una buona giornata di speranza.


Gianluca Riguzzi
















Le immagini ella M.O.V.M. alla memoria Mario col suo aereo e del fratello Licio anch'egli M.O.V.M. alla memoria.