IV NOVEMBRE: ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA


Commemorazione del Milite Ignoto. Perché l'Anniversario della VITTORIA, ricordo vivo dell'eroismo delle nostre Forze Armate, torni ad essere Festa nazionale e sia finalmente la celebrazione della vera Unità d'ITALIA!


Celebriamo la data storica e simbolica del 4 novembre, Anniversario della Vittoria e Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricordando tutti i Soldati d’Italia che, per difendere i sacri confini nazionali, donarono la propria vita dimostrando un coraggio degno della nostra stirpe.

Con gli ammonimenti del Sacrario militare di Redipuglia, scolpiti nel nostro cuore, vogliamo dire ai nostri Padri: “condotti dal proposito di ispirarci a Voi, sentiamo il nostro animo più sereno e più gagliardo; accostandoci a Voi invitti, che deste tutto il sangue per la nostra terra, sentiamo crescere in noi la gloria della Patria. Voi non siete morti invano!”

Ma da fieri figli d’Italia, vogliamo commemorare altresì tutti i Caduti di tutte le guerre, senza rancori né divisioni, auspicando la realizzazione di una rinvigorita Europa dei Popoli, nel nome della Pace e della Giustizia.


Circolo monarchico "Dante Alighieri - Patto per la Patria"



BOLLETTINO DELLA VITTORIA


Comando Supremo, 4 novembre 1918, ore 12; Bollettino di guerra n. 1268

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d'Armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, della VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.


Armando Diaz, Comandante Supremo del Regio Esercito