QUANDO L' AFGHANISTAN ERA UN REGNO PROGREDITO E SICURO


Oggi quando sentiamo parlare dell’Afghanistan ci vengono in mente guerra, distruzione ed attentati. Solo ieri 55 studentesse, la maggior parte tra gli 11 e i 15 anni, hanno perso la vita a causa di un atto terroristico a Kabul e ben 150 persone sono rimaste ferite. La Nazione è in preda a povertà ed instabilità, ma non è sempre stato così; un tempo questo Paese era un regno felice, con il suo Re e la sua Regina, le persone che vivevano in pace ed i turisti venivano in massa ad ammirare i tesori d’arte di Kabul.

IL REGNO DELL’AFGHANISTAN

L’Afghanistan ottenne l’indipendenza dall’Impero Britannico nel 1919 e divenne un Emirato con a capo Amānullāh Khān. 

Il Sovrano nel 1921 promulgò una costituzione che garantiva l'eguaglianza dei diritti a tutti i cittadini del paese senza distinzione di sesso. Fu istituita la scolarizzazione obbligatoria fino alla quinta elementare per maschi e femmine e venne promulgato il codice di famiglia che proteggeva i diritti delle donne e che prevedeva il divieto di matrimonio tra un uomo anziano e una giovanissima, la necessità di consenso formale della promessa sposa al matrimonio e l'istituzione di un tribunale in cui le donne che subivano torti, abusi o ingiustizie, potevano rivolgersi per ottenere giustizia e protezione, incoraggiate e sostenute da una associazione patrocinata dalla Regina Soraya. 

Sempre su iniziativa della Sovrana, fu abolita l'obbligatorietà del velo e le donne potevano apparire in pubblico a capo scoperto. Il Paese diventò un regno nel 1926, ma le modernizzazioni non piacquero molto ai più radicali e così il 17 gennaio 1929 Habibullāh Kalakāni riuscì a deporre il Re ed a proclamarsi Emiro del Paese e reintrodusse l’uso del burqa per le donne. I vecchi Sovrani ed i loro figli furono costretti a lasciare l’Afghanistan e si stabilirono in Italia; Re Amānullāh morì a Zurigo il 25 aprile 1960, mentre la Regina Soraya si spense a Roma il 20 aprile 1968. Le loro salme ora riposano nel Mausoleo Reale di Jalalabad ed i Monarchi sono visti ancora oggi come i grandi modernizzatori del Paese. Fortunatamente il regno di Habibullāh Kalakāni non durò a lungo, infatti, il 16 ottobre 1929, esso fu deposto da Mohammed Nadir Shah, il quale l’8 novembre 1933 venne assassinato da uno studente diciassettenne a Kabul. Gli successe il figlio Mohammed Zahir Shah, l’ultimo Re d’Afghanistan. 

Il nuovo Monarca riuscì a mantenere l’indipedenza del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale e come Amānullāh Khān, si adoperò per la modernizzazione del regno. Fondò la prima moderna università, rafforzò le relazioni culturali e commerciali con l’Europa e nel 1964 dotò il Paese di una moderna costituzione che prevedeva libere elezioni, un parlamento, diritti civili, emancipazione per le donne e suffragio universale. Con lui la Nazione visse 40 anni di pace e stabilità. Nella capitale Kabul era donna il 40% dei medici, il 70% degli insegnanti ed il 15% dei deputati.

LA FAMIGLIA REALE 

Re Mohammed, nato il 16 ottobre 1914, il 7 novembre 1931 aveva sposato la cugina Humaira Begum, dalla quale ebbe sei figli maschi e due femmine. Tra questi il Principe Ereditario Ahmad, nato il 23 settembre 1934. Nel 1961 Kabul ebbe il suo matrimonio Reale: l’Erede al Trono sposò la cugina Khatul Begum, dalla quale ebbe due figli ed una figlia.

IL REGNO D’AFGHANISTAN ERA UNA META TURISTICA 

Ai tempi della Monarchia, l’Afghanistan era una nota meta turistica, famosa per le sue montagne e le rovine di antiche civiltà. Ovunque c’erano alberghi, ostelli, guest house ed i viaggiatori raccontavano della straordinaria ospitalità ricevuta. Le donne indossavano gonne, guidavano, ascoltavano musica liberamente, frequentavano l'università ed assistevano agli spettacoli teatrali insieme agli uomini. Le mamme nel pomeriggio portavano i figli al parco giochi, proprio come accadeva qui in Italia prima della pandemia. Nel regno c’era la convinzione che l'educazione avrebbe potuto offrire opportunità a tutti e che si prospettava un brillante futuro. La moda afghana era diventata un punto di riferimento internazionale e tutto il mondo apprezzava le influenze arabe che la caratterizzavano. A Kabul si viveva come si vive oggi a Parigi e nelle altre capitali europee.

NEL 1973 INIZIA L’INCUBO 

Purtroppo questa situazione idilliaca terminò bruscamente il 17 luglio 1973 quando, mentre il Re e la Regina si trovavano in vacanza ad Ischia a fare fanghi termali, Mohammed Daud Khan, ex Primo Ministro e cugino del Sovrano, rovesciò la Monarchia e si proclamò Presidente della repubblica. L’unico merito dell’usurpatore fu quello di continuare la modernizzazione del Paese. Nel 1978 colui che rovesciò la Monarchia, creando le premesse per la rovina dell’Afghanistan, venne assassinato ed iniziò per l’Afghanistan un lungo periodo caratterizzato da comunismo, influenza dell’URSS, guerra ed infine repubblica islamica. La Famiglia Reale trovò rifugio in Italia.

UN’OPPORTUNITA’ MANCATA 

Alla caduta dei talebani il Re rientrò nel Paese e la Loya Jirga, la grande assemblea del popolo afghano, nel 2002 era pronta a ripristinare la Monarchia. Ma questo non andava assolutamente bene agli Stati Uniti, i quali con le loro forti pressioni portarono l’assemblea ad accettare un regime repubblicano ed il Re a farsi da parte, accontentandosi del titolo di Padre della Nazione. Il Re trascorse gli ultimi anni della sua vita nell’ex Palazzo Reale di Kabul e si spense il 23 luglio 2007 è morto all'età di 92 anni. Suo figlio purtroppo è solo un Pretendente al trono ed il Paese è nel caos.

Nel 2013 la Principessa Noal, nipote del Re d’Afghanistan in quanto figlia del suo settimogenito Muhammed Daoud, ha sposato il Principe Ereditario d’Egitto, un altro Paese in cui la repubblica portò dittature e povertà. 

Testo di Andrea Carnino 

Magnifiche foto d'epoca su questo link:

https://www.theitalianeyemagazine.com/afghanistan-anni-60/