IL FORTE LEGAME TRA LA CHIESA ORTODOSSA E L'UNIONE DELLA NOBILTA' BIZANTINA


Di Carlo Traggia di Baio

L’Unione della Nobiltà Bizantina è una storica istituzione internazionale, fondata ad Atene nel 1912, in occasione della guerra dell'alleanza cristiana di Grecia, Serbia e Bulgaria contro l'Impero Ottomano, per liberare le ultime isole e terre europee occupate dai turchi musulmani. Nel corso dei decenni successivi, l'Unione ha smesso i panni bellicosi e nazionalisti e pur mantenendo una forte identità patriottica e cristiana, si è dedicata alla tutela del patrimonio culturale, storico, artistico ma anche genealogico, nobiliare ed araldico bizantino.

L'Unione è ufficialmente riconosciuta dalle istituzioni statali e dalle Chiese Ortodosse Autocefale delle tre Nazioni sopracitate, oltre che da quelle di Cipro, e, soprattutto dalla massima autorità mondiale del mondo ortodosso, ovvero dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Oggi l’Unione ha oltre 200 associati, fra questi oltre cinquanta legittimi discendenti di antiche dinastie imperiali, famiglie nobili e patrizie, sparse per il mondo, la maggioranza, residenti in Italia. 

Presidente onorario a vita, benedetto da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, è Sua Altezza Imperiale il Principe, primus inter pares, Don Giovanni Angelo Paleologo Mastrogiovanni di Bisanzio (così alla anagrafe), discendente diretto collaterale di Costantino XI, ultimo Basileus a sedere sul trono del Romano Impero d'Oriente. 

Nuovo segretario generale è invece SAI il Principe Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas di Cefalonia, che venerdì scorso ha ricevuto la solenne benedizione di Sua Eminenza Reverendissima Polycarpos, Arcivescovo Metropolita d'Italia, rappresentante e massima autorità canonica di oltre due milioni di fedeli ortodossi. Alla cerimonia erano presenti autorità civili, diplomatiche, militari e religiose e rappresentanti di altre dinastie ortodosse come i Romanov, i Bagrationi, i Castriota, i Leopardi ed i Cantacuzino. 

L’Unione tutela le storiche famiglie bizantine, seguendo, in maniera assolutamente seria e rigorosa, il secolare diritto nobiliare consuetudinario della tradizione orientale ortodossa che, a differenza di quella occidentale cattolica e riformata, considera legittime: la trasmissione matrilineare, l'adozione araldica, il riconoscimento patriarcale, la concessione di titoli cavallereschi e nobiliari (onorifici, anche ereditari) da parte delle dinastie già sovrane. "Vogliamo difendere la nostra tradizione, anche dai tanti impostori e ciarlatani che, soprattutto su internet, ridicolizzano la nostra storia, il nostro buon nome e le nostre giuste opere culturali e sociali. Il professor Roberto Spreti Focas, esperto certificato di araldica, plurilaureato docente universitario, imprenditore internazionale di successo, è certamente la persona giusta per riorganizzare e rilanciare la nostra gloriosa istituzione che, l'anno prossimo, festeggerà il 110 anniversario della sua fondazione. Per le famiglie nobili originarie dell'Impero Romano Orientale Ellenico Bizantino, la nostra Unione è come il Collegio Araldico di Roma o lo SMOM per i cattolici italiani, ovvero la massima autorità competente" ha dichiarato il duca don Costantino Agelasto Sevastopolo (nobile bizantino doc, fedele ortodosso, cittadino serbo, di origini greche, residente in Veneto, consulente d'affari, spesso in Russia per lavoro). 

Prossimo appuntamento sarà sabato 22 maggio mattina, a Milano, presso la Chiesa Ortodossa di Santa Maria Podone, nella centralissima Piazzetta Borromeo, dove, il cappellano della Unione Bizantina, lo ieromonaco Padre Ambrogio, celebrerà una solenne divina liturgia in occasione della festa canonica dedicata ai Santi Imperatori Costantino ed Elena.