I Focas e l'Unione Bizantina


Sua Altezza Reale e Imperiale il Principe Porfirogenito Don Roberto Spreti Malmesi Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno di Cappadocia, Bisanzio, Taras, Trebisonda, Cipro, Cefalonia, etc… 

Sembra un nome inventato di un film di Fantozzi e ricorda le pretensioni del principe della risata, il grande Totò Antonio De Curtis, ma si tratta di cognomi anagrafici, di titolazioni legittime e di persona assolutamente reale. Infatti, il Professor Roberto Spreti Focas (abbreviamo per comodità), imprenditore internazionale a 360° (dalla posa dei cavi marittimi alla biocosmesi, dalle forniture militari a moda e gioielli, dall’immobiliare alla consulenza, selezione e formazione di personale altamente qualificato), laureato in economia e commercio alla università Bocconi di Milano, docente di bioetica alla università pontifica, è presidente della Unione della Nobiltà Bizantina, storica istituzione, fondata nel 1912 ad Atene, sotto l’alta protezione simbolica e spirituale del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, che riunisce le dinastie imperiali e aristocratiche del Romano Impero d’Oriente. 

L'Unione ha un centinaio di associati, fra questi gli autentici principi imperiali Paleologo, Cantacuzino, Comneno, Lascaris e Leopardi, principi reali come i Bagrationi di Georgia e principi sovrani Castriota Skanderbegh d’Albania, note famiglie aristocratiche italiane come i Durazzo, i Giustiniani, i Grifeo di Partanna, i Marulli di San Cesareo e i Lebano di Lustra Cilentano. La Unione porta avanti le specifiche tradizioni del mondo orientale ortodosso bizantino anche in materia di araldica e diritto nobiliare, dove, a differenza dell’occidente, viene riconosciuta l’adozione araldica, la successione matrilineare e la suprema autorità della Chiesa Ortodossa come arbitro nei contenziosi. 

L'Unione ha deciso di salvaguardare l’autonomia delle dinastie legittime nella concessione di benemerenze cavalleresche di storica e specifica collazione famigliare, ma di organizzare (selezionare, riordinare e limitare, in accordo con la Chiesa Ortodossa) un unico albo delle nuove concessioni di titoli nobiliari personali ed anche ereditari (consuetudine orientale), e la istituzione di una nuova benemerenza unitaria costantiniana che, in legittima autonomia e assoluto rispetto degli altri tre ordini costantiniani cattolici borbonici, riunisca tutti i diversi ordini dinastici attualmente operanti singolarmente. Un progetto certamente ambizioso ma con una buona base, anche in Italia, perché legato alla numerosa presenza di fedeli ortodossi (circa due milioni, soprattutto immigrati regolari ma anche 300.000 con cittadinanza italiana) ed alla crescente simpatia di molti italiani verso la Cristianità Ortodossa vista come più solida e conservatrice sia in materia religiosa che sociale. Non è affatto un caso che Cappellano d’Onore della Unione Bizantina sia proprio Sua Eminenza Reverendissima Polycarpos, Arcivescovo Metropolita Ortodosso d’Italia che rappresenta tutte le 13 diverse chiese nazionali autocefale canoniche in comunione.

Di Nicola Giulio Sensale