FILIPPO E DANICA DI SERBIA IN KOSOVO


Nel fine settimana del 17 e 18 aprile 2021 Filippo e Danica di Serbia hanno effettuato una visita in Kosovo, uno stato la cui indipendenza non è da tutti riconosciuta ed il cui territorio è rivendicato sia dalla Serbia che dall’Albania. La visita è iniziata a Prizren, una cittadina abitata prevalentemente da albanesi, dove i Principi hanno assistito alla Santa Messa nel duecentesco Monastero degli Arcangeli Michele e Gabriele, costruito per ordine dello Zar dei Serbi Stefano Uroš IV. Dopo una passeggiata nel centro storico, Filippo e Danica hanno visitato la cattedrale e la Chiesa di San Nicola. Secondo la tradizione la cittadina contava ben 365 chiese ortodosse. I Principi si sono recati inoltre in diversi monasteri del circondario, sempre accolti con affetto dalla popolazione, in modo particolare a Velika Hoča, un villaggio nel comune di Rahovec, enclave serba in Kosovo, dove ci sono ben 13 edifici di chiese ortodosse, la maggior parte delle quali risalente al medioevo. La maggior parte della popolazione serba vive ancora oggi in condizioni difficili. Qui Filippo e Danica hanno reso omaggio ai loro compatrioti uccisi durante la Guerra del Kosovo, per poi trasferirsi a Rahovec, dove hanno incontrato molti bambini. Domenica 18 aprile hanno presenziato alla Santa Messa nella Cattedrale di Nostra Signora di Ljeviš a Prizren, uno dei monumenti più belli e preziosi dell'arte e della cultura medievale serba in Kosovo, paragonabile alla Cattedrale di Notre-Dame a Parigi. L’edificio nel 2006 è stato inserito dall’Unesco nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. La visita dei Principi si è conclusa al Monastero patriarcale di Peć, sede secolare dell'Arcivescovo serbo e dei Patriarchi. Qui si conserva un ricco patrimonio artistico e religioso, che per oltre 7 secoli resiste ai conquistatori e conserva la memoria dei più gloriosi, ma anche dei momenti più difficili della storia serba. L’edificio dal 2006 fa parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Il Kosovo, reso tristemente famoso dalla guerra, è invece una terra ricca di cultura, bellezze architettoniche e tradizioni e merita, una volta terminate le restrizioni dovute al Covid, di essere visitata.

Testo di Andrea Carnino

Fonte foto: https://www.facebook.com/princfilipk