ALL’ASTA IL DIADEMA DI MARIA VITTORIA DAL POZZO DELLA CISTERNA


Il prossimo 11 maggio verrà venduto a Ginevra dalla casa d’aste Sotheby's uno storico gioiello appartenuto ad una grande donna. Questo splendido diadema di diamanti e perle naturali è stato creato nel XIX secolo da Musy, la più antica gioielleria d’Italia. Fondata a Torino nel 1707, è stata uno storico fornitore della Real Casa. La prima proprietaria del diadema fu la Principessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna. Essa lo avrebbe ricevuto nel 1867 in occasione delle sue nozze con Amedeo di Savoia, secondo figlio maschio di Re Vittorio Emanuele II, il “Padre della Patria”. 

IL DIADEMA 

Lo splendido gioiello è legato alla figura di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna. Faceva infatti parte dei doni che ricevette nel 1867 quando sposò Amedeo di Savoia. È composto da graduati motivi a spirale incastonati di diamanti che incorniciano undici perle naturali a forma di goccia. Può essere indossato anche come collana. Alla morte di Maria Vittoria l’8 novembre 1876, il diadema fu ereditato dai figli. Sicuramente non dal primogenito Emanuele Filiberto, bisnonno dell’attuale Duca Aimone d’Aosta. Il 22 luglio 1964 in occasione delle sue nozze con Amedeo di Savoia, Claudia di Francia aveva infatti tra i capelli un altro gioiello: l’imponente diadema di diamanti Savoia-Aosta, realizzato anch’esso dal celebre Musy ed ancora di proprietà della famiglia. Nessuna principessa imparentata con i discendenti diretti di Emanuele Filiberto ha mai portato il diadema che verrà venduto all’asta. 

CHI PUÒ AVER EREDITATO IL DIADEMA 

Maria Vittoria ed Amedeo hanno avuto altri due figli. Vittorio Emanuele, Conte di Torino, è deceduto senza discendenti nel 1946. Luigi Amedeo, il celebre Duca degli Abruzzi, è deceduto anch’esso senza discendenti nel 1933. Il diadema è stato sicuramente ereditato da uno di questi due principi ed è poi stato acquistato da Re Umberto II per evitare che uscisse dalla collezione di famiglia. L’ultima a sfoggiarlo in pubblico è stata la Principessa Maria Gabriella. Essa lo ha indossato come collana anche il 30 agosto 1990, quando ha organizzato a Palazzo Volpi di Misurata a Venezia il ballo per i diciotto anni della figlia Elisabetta. Il prezzo base di vendita è di 1,3 milioni di Euro. Per le signore che non possono permetterselo, Sotheby’s ha lanciato un filtro Instagram sulle pagine @sothebys e @sothebysjewels dove è possibile provare l’ebbrezza di indossarlo virtualmente sullo sfondo 3D della Palazzina di Caccia di Stupinigi. 

MARIA VITTORIA DAL POZZO DELLA CISTERNA 

Maria Vittoria, nata a Parigi il 9 agosto 1847 era figlia del Principe Carlo Emanuele dal Pozzo della Cisterna e di Louise de Merode. Suo padre si interessò molto al feudo di Reano, dove si trovava il castello di proprietà della famiglia da fine XVI secolo. Fece realizzare numerose opere pubbliche e finanziò la ricostruzione della Parrocchia di San Giorgio. Maria Vittoria il 30 maggio 1867 sposò Amedeo di Savoia, terzogenito e secondo figlio maschio di Re Vittorio Emanuele II. Il 16 novembre 1870 ad Amedeo venne offerto il trono di Spagna. Diventata sovrana, Maria Vittoria si impegnò molto per aiutare i più poveri ed in modo particolare le lavandaie, facendo costruire asili infantili per accogliere i loro bambini. Informata che un’industria tessile stava chiudendo, per impedire che gli operai e le loro famiglie cadessero in miseria, fornì personalmente alla fabbrica una solida commessa. Un tappeto di 100 metri quadrati di superficie, donato dalla sovrana alla chiesa torinese di San Filippo. Fu inoltre promotrice dell’abolizione della schiavitù nelle colonie spagnole in America. 

UN GESTO DELLA SOVRANA CHE VA RICORDATO 

Tra i tanti gesti di questa grande regina, va assolutamente ricordato quelle seguente. Durante una calda giornata estiva Maria Vittoria stava passeggiando con il marito in campagna, quando scorse una coppia di contadini al lavoro con un bimbo di pochi mesi in lacrime. Decise allora di prenderlo tra le braccia ed offrirgli il latte del proprio seno. La sovrana in quel periodo stava allattando il suo secondogenito Vittorio Emanuele. 

MARIA VITTORIA: UNA TRISTE FINE 

L’11 febbraio 1873 l’instabilità politica spagnola costrinse Amedeo I ad abdicare. La famiglia rientrò in Italia, ma le condizioni di salute di Maria Vittoria peggiorarono e la povera regina morì di tubercolosi l’8 novembre 1876 a soli 29 anni. Lasciò nel suo testamento cospicue elemosine a favore del Cottolengo e dell’Ospedale San Giovanni. Venne sepolta a Superga e tra le tante corone giunte per il funerale, spicca quella inviata dalle lavandaie di Madrid, che è tutt’oggi accanto alla sua tomba. Rimasto vedovo il marito si risposò con la nipote Maria Letizia Bonaparte. Il Castello di Reano verrà venduto nel 1904. Il legame tra i Savoia e la cittadina continua tutt’oggi. Il Comune nel 2017 ha conferito la cittadinanza onoraria ad Amedeo e Aimone di Savoia, i quali portano anche il titolo di Conti di Reano. 

LA MEMORIA DEI DAL POZZO A REANO 

La memoria della famiglia dal Pozzo della Cisterna vive oggi nella splendida Cappella della Madonna della Pietà. L’edificio, oltre ad ospitare il mausoleo famigliare, custodisce tre meravigliosi dipinti appartenenti al celebre ciclo pittorico di Pietrafitta. Oggi è un museo inaugurato nel 2014 su iniziativa dell’Assessore Giuseppe Morra, uomo da sempre molto impegnato nel promuovere la storia, la cultura e le tradizioni di Reano. L’epoca dei Principi dal Pozzo rivive grazie al Gruppo Storico Principi dal Pozzo della Cisterna. Diretto da Gisella Favro, il gruppo con i suoi spettacoli sa incantare gli occhi del pubblico, permettendo allo spettatore di immergersi nell’atmosfera di quell’epoca. La compagnia dedica molta attenzione ad ogni singolo dettaglio, inclusi gli splendidi abiti storici, cuciti da abili sarte coordinate e supervisionate dalla vice presidente Laura Di Muro.

Testo di Andrea Carnino

Fonte foto. Point de Vue