27 APRILE 1831


Il 27 aprile 1831, centonovant’anni fa,  moriva nel Palazzo Chiablese di Torino, il Re di Sardegna Carlo Felice di Savoia (era nato il 6 aprile 1765), ultimo rappresentante del Ramo Principale del Casato. La corona passava quindi al ramo cadetto dei Savoia Carignano nella persona del principe Carlo Alberto di Savoia (1798-1849). Carlo Felice, già Duca del Genevese, fu Re di Sardegna e Duca di Savoia dal 1821 sino alla morte. Era il quinto figlio maschio del Re Vittorio Amedeo III (1726-1796) e della Regina Maria Antonietta di Borbone Spagna (1729-1785). Ebbe come avi materni Filippo V di Spagna (1683-1746) ed Elisabetta Farnese (1692-1766), ultima discendente di questa illustre famiglia. Carlo Felice sposò Maria Cristina di Borbone Napoli (1779-1849) e non ebbero figli. Il Nostro governò il Regno uniformandosi rigorosamente ai principi della Monarchia assoluta. Attuò la riforma giudiziaria ed abolì la tratta degli schiavi. 

Realizzò importanti interventi edilizi, in particolare al porto di Nizza ed al porto di Genova, evitando in ogni caso di coinvolgere il Regno di Sardegna in dispute o guerre. Neppure trascurò il settore creditizio e assicurativo, il cui sviluppo fu dal Re assicurato con la creazione, nel 1827, della Cassa di Risparmio di Torino e, con la costituzione, nel 1829, della Società Reale Mutua di Assicurazione. Merita ricordare, tra le opere di codesto Re, il Teatro di Genova, a lui intitolato. Ma senza dubbio il suo “capolavoro” fu la creazione del Regio Museo delle Antichità Egizie di Torino, nel 1824, allestito con circa seimila tra sarcofagi, mummie, statue, papiri ed oggetti vari. 

Il Museo da quel momento acquisisce notorietà e prestigio internazionale, che dura ancora ai giorni nostri ed è considerato il secondo museo al mondo dopo quello de Il Cairo. Infine, a Carlo Felice si deve la ricostruzione della Abbazia di Altacomba, che era stata quasi distrutta dalla Rivoluzione Francese. I lavori di ristrutturazione iniziarono nel 1824 e terminarono nel 1826. Nello stesso anno la Chiesa venne consacrata e, su disposizione di Carlo Felice, le ossa dei Principi sabaudi venivano collocate dall’Arcivescovo di Chambéry, negli antichi sepolcri, alla presenza del Re. Qui trovò sepoltura, per sua volontà, anche lo stesso Carlo Felice e, nel 1849, anche la sua consorte Maria Cristina, che completò ulteriormente la ristrutturazione della Reale Abbazia. Ad Altacomba sono sepolti anche il Re Umberto II (1904-1983) e la Regina Maria Josè (1906-2001) nella c. d. “Cappella del dipinto di San Bernardo” di fronte alla tomba del Re di Sardegna. 

Ci Piace concludere con codesto sonetto 

Altacomba”: “O ricca di silenzi, ampia ed austera Badia risorta al piano d’Altacomba Che i secoli già vinse Ov’è la tomba del Re che volle qui dormir sua sera; Tu – allorchè il vespro e pare un’aura incomba Di pace al lago queto, e più severa L’Alpe ver l’alto ciel maestosa impera, – Odi cupo rombar la catacomba: E surger vedi da gli avelli tuoi L’ombre de’ morti, e ragunarsi intorno A lui che qui tornò l’antico altare; E un guardarlo turbate, e un dimandare… Sorride il Re…. Poi di venturi eroi Con lor ragiona fin che spunta il giorno”.


Di  Gianluigi Chiaserotti