VITTORIO EMANUELE III E LEGGI RAZZIALI


25 Jan
25Jan

Emanuele Filiberto scrive una lettera di perdono alla Comunità Ebraica Italiana in merito alle "Leggi Razziali" del 1938, firmate dal Re Vittorio Emanuele III. Per archiviare definitivamente questa strampalata sortita, pubblichiamo la precisazione che il Prof. Aldo Mola ha reso ad una giornalista della "Stampa".


Ognuno risponde della propria coscienza. E può parlare solo a titolo personale, non dei famigliari né, meno ancora, di una amplissima “Casa” con storia millenaria. Altro discorso vale per le decisioni degli Stati e ancora diverso è il compito della Storia. Nel punto, Vittorio Emanuele III poteva rifiutare di firmare il decreto-legge 17 novembre 1938, n. 1728 (“Provvedimenti  per la difesa della razza italiana”, in realtà “contro gli ebrei”) solo nella certezza di avere l'appoggio delle Camere, che esercitavano con lui il potere legislativo. Ma le Camere erano succube del “duce”: approvarono il decreto-legge senza alcun dibattito il 12 e 19 dicembre.

Avrebbe potuto abdicare? Sarebbe stato un atto di viltà, perché avrebbe scaricato la responsabilità sul figlio, Umberto, che aveva un maschio di appena un anno. Se tutti i Savoia (compresi gli Aosta) avessero abdicato e se la Corona, in forza della legge salica, non fosse stata assunta a quel punto da un principe straniero, le Camere avrebbero eletto un Reggente (Statuto, art.15): un gerarca, se non Mussolini stesso, abbacinato da  Hitler.

La Storia non esprime giudizi morali: espone i fatti nella loro a volte tragica realtà.  

La “responsabilità storica” delle leggi razziali ricade su tutti gli italiani che le approvarono e plaudirono. Tra i molti vi furono, come noto, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Enzo Biagi e il gesuita Tacchi Venturi, che da 17 anni era tramite fra Mussolini e la Santa Sede, dalla quale non si levò alcuna autorevole “condanna” delle leggi razziali italiote.

Il dissenso espresso dal re a Mussolini ottenne attenuazioni nella loro applicazione, a cominciare dalla “discriminazione” che, a richiesta degli interessati,  dichiarò “di razza italiana” 2500 famiglie ebree.


 Aldo A. MOLA


Immagine di copertina da https://italiacoloniale.com/2017/04/19/leggi-razziali-e-8-settembre-i-savoia-secondo-montanelli/


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