EROISMO CAVALLERESCO


24 Aug

Ricorre oggi il ricordo dell'ultima carica di Cavalleria contro truppe regolari. Ci alziamo in piedi alla lettura di una pagina di così fulgido eroismo militare cavalleresco.


Siamo ad Isbuschenskij, una località russa su di un ansa del Don. Qui il 24 agosto 1942 il 3° Reggimento Savoia Cavalleria, forte di un organico di 700 cavalieri, aveva posto il campo per la notte e si preparava a riprendere la marcia nel contesto operativo che prevedeva che tutto il raggruppamento truppe a cavallo, comprendente anche il Reggimento Lancieri di Novara ed il Reggimento Artiglieria a Cavallo Voloire, si muovesse a tamponare la massiccia controffensiva sovietica scattata il precedente 20 agosto. 

I russi, passato il Don, avevano infatti travolto la Divisione di fanteria Sforzesca. Nella notte però tre battaglioni dell'812º Reggimento di fanteria siberiano, composto da circa 2.500 soldati e facente parte della 304ª Divisione di fanteria, avevano preso posizione in semicerchio a circa un chilometro dall'accampamento italiano, trincerandosi in buche fra i girasoli che li occultavano alla vista delle nostre sentinelle.

Prima di muoversi viene però inviata in avanscoperta una pattuglia che si accorge del nemico. Ai colpi sparati dagli esploratori del nostro Reggimento i sovietici rispondono con un intenso fuco di mitragliatrici e mortai che investe in pieno il quadrato italiano. I nostri a loro volta aprono il fuoco con gli obici delle batterie ippotrainate delle Voloire. Il Colonnello Bettoni Cazzano,  Comandante di Savoia Cavalleria  manda il 2º squadrone a caricare il fianco sovietico, mentre frontalmente fa avanzare il 4° squadrone, il cui Comandante, il Capitano Silvano Abba (Medaglia d’Oro al Valor Militare) verrà falciato da una raffica di mitra. 

I sovietici per la maggior parte sbandati hanno però ancora alcuni nuclei di fuoco che oppongono un’accanita resistenza ed è così che ... si decide di impegnare anche il 3° squadrone. La carica, in cui rimasero uccisi tra gli altri il Maggiore Alberto Litta Modigliani ed il suo aiutante, il Sottotenente Emilio Ragazzi (entrambi decorati alla memoria) spezza definitivamente la resistenza russa. 

Le nostre perdite furono molto contenute (32 cavalieri morti, dei quali 3 Ufficiali, 52 feriti, dei quali 5 Ufficiali ed un centinaio di cavalli). 

I sovietici ebbero 150 morti e circa 600 prigionieri. Furono catturati 4 cannoncini, 10 mortai,una cinquantina tra mitragliatrici ed armi automatiche. Per l’incredibile coraggio dimostrato, al Reggimento verrà conferita la Medaglia d’Oro allo Stendardo, oltre a numerose decorazioni (due medaglie d’oro alla memoria, due ordini militari di Savoia, 54 medaglie d’argento, 50 medaglie di bronzo, 49 croci di guerra e diverse promozioni per merito di guerra sul campo) ad Ufficiali e Cavalieri particolarmente distintisi nella gloriosa Carica che ha avuto come risultato “l’allentamento della pressione dell’offensiva russa sul fronte del Don, che consentì il riordino delle posizioni italiane e la salvezza di migliaia di soldati dall’accerchiamento”. 

Il coraggio dimostrato viene infine riconosciuto agli italiani anche dall’alleato tedesco, notoriamente non propenso a riconoscere meriti sul campo ai nostri soldati: 

“Noi – commentano alcuni ufficiali germanici che hanno assistito alla carica – queste cose non le sappiamo più fare”. 

Onore ai Caduti 🇮🇹 


Gianluca RIGUZZI


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