NORMA COSSETTO PER L’ANPI E’ UNA MORTA DI SERIE B


17 Oct

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) non smentisce le sue radici settarie. Una ragazza, più volte violentata dai partigiani comunisti, non ha diritto all’intitolazione di una piazza.


Norma Cossetto era figlia di un fascista, quindi, è giusto che sia stata violenta da più persone e buttata, probabilmente viva, in una foiba, diciamolo chiaramente, da dei partigiani comunisti titini e quindi fratelli di quelli italiani. Tale, è stata la memoria condivisa per anni. 

Poi, per loro sfortuna (dell’ANPI), nel 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi decise di conferire la Medaglia d’Oro al valore civile alla ragazza e, da quel momento, si cominciò a parlare di quel periodo buio della nostra storia. Delle foibe, dell’esodo degli italiani e di quei pezzi d’Italia sottratti, arbitrariamente dall’allora Jugoslavia, causa la nostra sconfitta nella II Guerra Mondiale. 

In verità, la tegola in testa gli era già arrivata nel 2004 quando si decise di istituire il Giorno del Ricordo nella data del 10 febbraio: -… conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre, degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale-. 

E’ normale che da allora, l’ANPI, mastichi amaro. 

In questi giorni tocca alla sezione di quest’associazione a Pescara digerire la proposta d’intitolare un giardino alla sfortunata ragazza. Ora, i talebani della storia a senso unico, hanno mostrato il loro vero volto reagendo come solo sanno fare. In maniera scomposta, arrivando a negare che i morti di fronte alla storia sono tutti uguali e affermando che: - L'intitolazione dei giardini di Piazza Italia a Norma Cossetto rappresenta l'ennesimo atto di "bullismo politico" dell'amministrazione comunale di Pescara, che s’inserisce nella strada già tracciata da altre discutibili "iniziative culturali" tese a riabilitare un passato di cui c'è poco da gloriarsi... -. 

Ora, io li capisco, perché questo vorrebbe cercare di sconfessare, inutilmente, i tanti libri di storia, scritti anche da autori non certo di destra (pochi quelli dei negazionisti), in cui si parla dell’orrore sopra citato. E a proposito di bullismo politico, mi vien da dire: “Senti da che pulpito viene la predica!”. Ma se proprio i vostri più fedeli pasdaran hanno avanzato, in piena emergenza pandemia, una proposta di legge per rendere l’obbligatorio l’insegnamento a scuola della canzone "Bella ciao"!? Di questo passo, si arriverà anche a negare la storia dell’esodo e delle foibe o, perlomeno, a raccontarla come voglio loro.

Finirà che a mio nipote dovrò rinsegnare la storia! Naturalmente, gli dirò di tenere per sé questa versione, onde evitare rappresaglie, certe. Infatti, da sempre, ho l’impressione che ci siano troppi cattivi maestri della materia a scaldare la sedia dietro la cattedra.

12 ottobre 2020


Massimo NARDI

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