LA CORONA DEL FERRO DETTA "FERREA"

Storia della Corona Ferrea, il prezioso diadema con cui fu cinto il capo del Re d'Italia, Napoleone I, il 26 maggio 1804 nel Duomo di Milano.


Nel corrente anno cade un fondamentale anniversario per la storia d’Italia. Sono 160 anni da quel 17 marzo 1861, giorno in cui, nella suggestiva aula del Parlamento Subalpino di Torino sita in Palazzo Carignano, fu proclamato il Regno d’Italia e la nostra Penisola divenne una ed indipendente.

Dopo secoli di divisioni, invasioni straniere, distinzioni di usi e tradizioni di popoli diversi, sotto la fulgida e lungimirante guida dell’antico Regno di Sardegna, si arrivò alla necessaria e non più procrastinabile unificazione.

Alla luce di questo importante anniversario, abbiamo pensato di dedicare un pensiero a quello che fu, attraverso i secoli, il simbolo dei Re d’Italia e quindi dell’Italia: la Corona Ferrea, con cui il 26 maggio fu incoronato Re d’Italia Napoleone I (1769-1821) di cui, sempre quest’anno, cadono i 200 anni dalla morte. 

Quando si parla della “Corona del Ferro”, detta comunemente “Ferrea”, si intende parlare di quel prezioso diadema, conservato nel Duomo di Monza, che molto simboleggiò la storia italica e, in senso lato, quella europea.

Ma la stessa, prima di giungere ad essere conservata in Monza, ebbe vicissitudini che qui si cercherà di ricordare tenendo presenti le cronache, le pie tradizioni ed anche un po’ di storia.

Sant’Elena (ca. 255-ca. 335), madre dell’Imperatore Costantino (285-337), trovò sul Calvario, insieme alla croce del martirio di Gesù Cristo, due chiodi che servirono per la crocifissione. Con uno di essi, la Santa pensò di realizzare un diadema, ornato di gemme, e di mandarlo in ricordo al figlio.

Si chiamò “Corona Ferrea”, in quanto il marchio aureo, a metà della sua altezza, era legato da una striscia di ferro, larga circa un centimetro e molto rozzamente lavorata. Su detto ferro erano praticati, con una certa irregolarità, undici fori simbolici, che avrebbero dovuto ricordare gli undici veri Apostoli di Gesù. A conferma di ciò, Sant’Ambrogio (334 o 339/340-397), nel corso dell’orazione funebre dell’imperatore Teodosio I “il Grande” (347-395), disse che la corona fu fatta realizzare propriamente da Sant’Elena con un chiodo reperito sul Calvario e che Costantino se ne cinse per primo il capo.

La Corona, dopo oscure vicende, giunse nelle mani del papa San Gregorio Magno (discendente della nobile famiglia Anicia, 540-604) che la donò alla virtuosissima, cattolica regina longobarda Teodolinda (+ 628). Sembra che costei ordinò che con tale Corona si dovessero incoronare tutti i futuri re d’Italia e per di più Teodolinda ne cinse la fronte del coniuge Agilulfo (+ 615), duca di Torino. Morto quest’ultimo, la regina, quale reggente per il figlio, fece innalzare in Monza la Basilica di San Giovanni e, oltre a dotarla di ricchi tesori, la fece anche custode imperitura (come lo è attualmente) della “Corona del Ferro”.

Ma le sue vicende non finirono qui.

Ben due volte la Corona corse il rischio di andare perduta. Una prima volta (1273) quando i Torrigiani, Signori di Milano, ebbero la “bella idea” di dare in pegno il tesoro di Monza, ma (1319) Matteo Visconti (1250-1322) riscattò la Corona. Cinque anni più tardi il prestigioso monile, al fine di evitare che cadesse nelle mani delle fazioni in lotta assieme al tesoro di Monza stesso, fu inviato in Avignone, ma successivamente restituito al papa Clemente VI (Pier Roger, 1291-1352) nel 1345.

Con la “Corona Ferrea” si incoronò (nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805), come detto, re d’Italia Napoleone I, il quale diede la spada ad Eugène Beauharnais (1781-1824), il futuro vicerè, e di sua mano si pose in testa detta corona, pronunciando le storiche parole: “Dio me l’ha data, guai a chi la toccherà!”.

L’imperatore dei francesi per perpetuare tale evento istituì l’Ordine della Corona di Ferro, il quale, caduto Napoleone, venne rinnovato, con nuovi statuti, dall’imperatore d’Austria Francesco II d’Absburgo (1768-1835), mentre il figlio, Ferdinando I (1793-1875), a sua volta fu incoronato con la storica corona il 6 settembre 1838 in Milano.

Nel 1849 la corona fu portata a Mantova, poi a Verona ed infine, nel 1859, fu tolta, ancora una volta, all’Italia in quanto il governo austriaco, prevedendo un disastro, ordinò il trasferimento in Vienna del tesoro di Monza. Però nel 1866 il generale Luigi Federico Menabrea (1809-1896), inviato a Vienna per trattare la pace, richiese, fra altri oggetti, la restituzione della corona.

E per questa occasione il re Vittorio Emanuele II (1820-1878), emulo di Napoleone, istituì il 22 aprile 1868 l’Ordine della Corona d’Italia nel quale la “Corona Ferrea”, simbolo dell’Italia (quella sabauda era con croce trifogliata), vi era rappresentata.

Nel corso della II Guerra Mondiale la Corona fu custodita in Vaticano, ma nel 1946 fu portata nuovamente e definitivamente a Monza.

Fin d’ora abbiamo, molto sommariamente, analizzato le vicende storiche della “Corona del Ferro”.

Vediamo qualcuna delle ipotesi di storiografi e cronografi.

Colui che la denominò per primo “ferrea” fu nel 1262 il cronografo Rolando Patavino nel suo “De Factis”: “(…) Burgum Modiciam attentavit, volens eam forsitam privare (…) coronae ferrae, (…) quandocumque fuit romanorum imperator electus (…)”.

Scrive lo storiografo Tristano Colco nella di lui “Historia Mediolani”: “(…) est autem circulus ferreus, quem corona aurea, gemmis margaritisque ornata, (…)”.

Si legge altresì nel libro del Cerimoniale Romano del 1516: “(…) Quae quidem corona ideo appellatur ferrea, quod laminam quandam habet ferream in summitate, alioquin aurea et preciosissima”.

Sempre dalle cronache dei cronografi vediamo qualcuna delle incoronazioni. L’erudito Paolo Morigia (1525-1604) e lo storiografo Galvaneo Della Fiamma (Secolo XIV) ammisero le incoronazioni dei re longobardi.

Lo storico Carlo Sigonio (Carolus Sigonius) (1520-1584) asserì che Carlo Magno (742-814) fu incoronato in Monza con la preziosa corona e così i di lui discendenti (Sigonius “De regno Italiae”, lib. IV), mentre ciò per il Della Fiamma è falso. Il francese, o meglio il gallico, Coint (Ann. Eccl. Franc. Tomo VI, pagg. 52-53 ad annum 774) dice: “Non sarai temerario se negherai che Carlo Magno sia stato incoronato con quella corona (leggi ferrea) non essendo alcuna memoria di questo fatto”.

E’, senza dubbio, un discorso molto lungo e molto articolato.

Concretamente sappiamo che la “Corona del Ferro” è conservata nel Duomo di Monza e rappresenta quella certa tradizione italica ed europea della monarchia come istituzione.

E la “Corona del Ferro” è, senza dubbio, la Storia d’Italia.

Un’Italia, di già unita, attraverso i secoli, da codesto monile simbolico, ma che poteva benissimo essere concretamente tale prima di quel glorioso 17 marzo 1861, grazie alla lungimiranza del Conte di Cavour (1810-1861) ed alla Real Casa di Savoia nella persona del Re Vittorio Emanuele II.


Gianluigi CHIASEROTTI


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