FOCUS DI APPROFONDIMENTO: "MONARCHISMO PRE-UNITARIO"


Eccoci, finalmente, al nostro primo focus di approfondimento. Il 7 dicembre ricorre l’anniversario della morte dell’insigne giurista cattolico Carlo Francesco D’Agostino; il circolo “Dante Alighieri – Patto per la Patria”, nel ricordare la figura di questo grande intellettuale e politico, coglie l’occasione per lanciare un dibattito incentrato su una vera e propria ideologia che abbiamo voluto indicare con l’espressione “monarchismo pre-unitario”: questa posizione, partendo da premesse storiche anti-risorgimentali, si è consolidata in seno al mondo monarchico degli ultimi anni e si è sempre più caratterizzata come lotta intransigente a tutto ciò che rientra nell’ottica dell’unificazione italiana; in una simile prospettiva, ovviamente, anche gli odiati Savoia, dopo Carlo Felice, non sarebbero altro che prevaricatori modernisti che hanno invaso la penisola, uccidendo le ultime vestigia della tradizione.


Premessa

Come abbiamo già avuto modo di dire nell’editoriale di questo mese, la nostra linea è chiara: ci rifacciamo al pensiero di Dante Alighieri, cui è intitolato il nostro circolo monarchico, pertanto manteniamo una posizione equilibrata lontana tanto dagli estremismi guelfi quanto da quelli ghibellini. Difendiamo la Tradizione cristiana cattolica ma non ne condividiamo le ingerenze in ambito politico. Sulla scorta di quanto detto, crediamo nella dantesca “teoria dei due Soli”, precedentemente menzionata: Impero (Stato) e Chiesa, legati da sentimenti di rispetto e di devozione filiale (del primo nei confronti della seconda), sono concordi nel condurre l’uomo alla sua completa realizzazione (rispettivamente terrestre e celeste); tuttavia, entrambe le istituzioni derivano direttamente da Dio: questa asserzione è molto importante perché porta con sé due implicazioni che all’epoca del Sommo Poeta deflagrarono come una bomba nel dibattito teologico e filosofico del tempo: 1) le due massime autorità sono autonome nel proprio ambito di azione (rispettivamente temporale e sovra-temporale); 2) lo Stato non ha bisogno del riconoscimento ecclesiastico per essere legittimo (d’altronde, lo stesso Impero romano, fonte originaria dell’Autorità temporale, è antecedente alla nascita di Cristo e quindi alla diffusione del cristianesimo che fu provvidenzialmente favorita proprio dall’ossatura imperiale del mondo allora conosciuto).


Carlo Francesco D'Agostino

Veniamo ora alla posizione di D’Agostino: egli fu fervente monarchico e cattolico; fu sincero sostenitore della Monarchia al referendum del ’46 ed ebbe dei contatti importanti con il Re Umberto II, poco prima dell’esilio di quest’ultimo (tanto che pare fosse stato designato dal Quirinale come Presidente del Consiglio dei Ministri). Dal punto di vista teorico, fu strenuo difensore della Tradizione cattolica ma, a differenza dei tradizionalisti, sosteneva la necessità e la legittimità del Regno sabaudo. In ciò risiede l’originalità delle sue posizioni, che noi non possiamo non condividere. Possiamo dire che proprio una persona del suo calibro conferma ciò che sosteniamo da sempre e cioè che Cristianesimo e Regno d’Italia, Savoia e Tradizione sono perfettamente conciliabili. Molti sono gli interessanti aspetti del complesso pensiero del giurista: dalla indiscussa fedeltà a Casa Savoia alla necessità di una nuova Carta Costituzionale, dalla critica costruttiva e molto attuale alla democrazia oggi accettata acriticamente e supinamente dall’opinione pubblica, all’elaborazione di una grande teoria economica che, legata alla Dottrina sociale della Chiesa, sia fondata sui principi di sussidiarietà e partecipazione agli utili da parte dei lavoratori.

Pertanto, vogliamo programmare una serie di approfondimenti da pubblicare nel corso dei prossimi mesi, vòlti a sviscerare le molteplici riflessioni del giurista.

Tuttavia, ci discostiamo dal suo pensiero, nel momento in cui la sua analisi storica (in questo fedele al fondamentalismo tradizionalista) diventa critica inesorabile ed ingenerosa al Risorgimento tout court. Dal suo punto di vista, il Regno d’Italia diventa legittimo solo dopo il 1929.


Focus di approfondimento

Proprio quest’ultimo spinoso aspetto ci interessa ora analizzare: abbiamo deciso di iniziare questo primo focus pubblicando una breve biografia dell’Avvocato D’Agostino con alcune interessanti analisi relative al suo pensiero ed alla sua attività politica. Quindi, aprirà il dibattito l’intervento di Gianluigi Chiaserotti (“Considerazioni su alcune tradizioni storiche italiane”) sulla scia del quale sarà pubblicato quello di Alessio Benassi, incentrato sulle intricate vicende tra Stato e Chiesa; sarà poi la volta di Vittorio Vetrano che affronterà il “grande problema” del frazionamento del mondo monarchico, permettendo a Leonardo Rivalenti di inserirsi con la sua riflessione sull’identità nazionale e sulla necessità di un nazionalismo monarchico. Abbiamo voluto pubblicare anche, come “cameo”, l’articolo del Prof. Mola pubblicato quale editoriale del Giornale del Piemonte e della Liguria di domenica 29 novembre 2020.

Alla fine, forti dei valori su cui il nostro circolo poggia, tenteremo di “tirare le somme” del dibattito, cercando di ricomporre le fratture evidenziate dai nostri amici e di sintetizzare le proposte dei loro autorevoli interventi; tuttavia, vogliamo anche lasciare ai gentili lettori il gusto di elaborare delle riflessioni personali. Anche solo aver stimolato un dibattito sarà per noi una prima grande conquista.


G. Flamma