AI GIOVANI

Editoriale di marzo MMXXIV.


La nostra è una società malata. Con il passare degli anni, mentre la scienza fa passi da gigante e lo scibile umano oggi è giunto a livelli inimmaginabili, viene meno la responsabilità individuale e collettiva. Il convincimento che tutto sia lecito erroneamente prevale, con il risultato che viviamo giorni caratterizzati dalla noia e dall’isolamento, giorni inutili che generano violenza illimitata, tanto feroce da frantumare la sacralità della vita.

Una Nazione che, per apparire progressista e democratica, mette all’angolo i Valori sui quali per secoli l’umanità si è basata - Dio, Patria e Famiglia - e decide arbitrariamente di sacrificare i propri figli ad un falso progresso fatto di bugie, di lusinghe, di finte promesse (allontanandoli dalla Fede, dall’orgoglio di appartenere al ceppo italico, dal diritto di avere una famiglia accogliente), altro non fa che depauperare se stessa.

Tanti  giovani di oggi vivono una vita “virtuale”. Isolati, con in mano un mezzo che consente loro di comunicare e che nello stesso tempo impone loro un certo stile di vita lontano dalla realtà.

Quello che maggiormente preoccupa è la mancanza di ideali, di prospettiva per il futuro, di dialogo, quest’ultimo diventato oramai estraneo alla vita di tutti i giorni. I giovani sono soli e spauriti e quando si ritrovano in compagnia, assumono la veste del branco e come branco picchiano, distruggono, uccidono.

Siamo ancora in tempo per recuperare i nostri ragazzi, a cominciare dalla famiglia: i genitori non devono dire sempre “si” alle richieste dei propri figli, devono far sentir loro il carisma che deriva dall’averli generati, ascoltando le loro perplessità, i loro bisogni, le loro incertezze, e insegnando loro un sano comportamento in casa, il rispetto verso gli altri fuori casa. 

C’è poi la scuola “maestra di vita”. Una educazione famigliare corretta farà si che i ragazzi in ambito scolastico rispetteranno l’insegnante e fraternizzeranno con i loro compagni di classe realizzando una condotta esemplare che, se sostenuta da genitori e docenti produrrà l’effetto di creare gli uomini del domani, seri, responsabili, disciplinati.

La scuola deve farsi carico attraverso l’insegnamento, che non deve essere mai politicizzato né strumentalizzato, di portare a conoscenza degli studenti la Storia della nostra Nazione in modo che essi apprendano i Valori che ci sono stati trasmessi dai nostri Padri, dai nostri Nonni, attraverso sacrifici, rinunce, guerre, per avere pace, serenità, progresso, democrazia.

I ragazzi che hanno la fortuna di vivere al meglio, non devono dimenticare chi, trovandosi in difficoltà di carattere economico, non può avere ciò  che meriterebbe. Ecco la necessità di confrontarsi, di colloquiare, di farsi parte diligente delle altrui difficoltà.

Nella società in cui viviamo ci sono anche le “mele marce”. Chi vive e frequenta l’illegalità va allontanato. E’ necessario comprendere e far comprendere che la solidarietà, l’amore per chi ti vive accanto, il rispetto reciproco sono alla base di una civile convivenza.

Ci auguriamo che quella parte della gioventù, indifferente ai sani principi sui quali si basa la nostra vita quotidiana, ritrovi lo slancio per recuperare il tempo perso e con esso ritrovi la gioia di vivere e amare. 

Rimini, I marzo 2024


Giovanni RUZZIER


Immagine del titolo: Venzolla, "Verso la luce", 1917.