I FATTI DI SARZANA


Nel 100° anniversario dei "fatti di Sarzana", desideriamo ricordare l'eroe e patriota Gastone Bartolini, appartenente ai Giovani Esploratori. Ringraziamo l'amico Salvatore Zappardino per la documentazione fornita.





Gastone Bartolini, legionario fiumano e squadrista fascista ucciso a Sarzana

 

IN RICORDO DEI MARTIRI DI SARZANA A CENT'ANNI DALLA BARBARIE BOLSCEVICA

Sarzana, 18 Luglio – Il 21 Luglio 2021 ricorre il centenario del tragici fatti di Sarzana, una delle più feroci stragi perpetrate dai social-comunisti ai danni degli squadristi.

Nel 1921 il clima in Italia era quello di una guerra civile: da una parte le masse organizzate dagli anarchici, socialisti massimalisti, comunisti che soffiavano sul malcontento e su una reale situazione di crisi economica per spingere i lavoratori alla rivoluzione – si proveniva dal Biennio Rosso in cui i tentativi insurrezionali erano stati innumerevoli, ma tutti naufragati per l’incapacità dei dirigenti socialisti e per le divisioni all’interno del fronte sovversivo – dall’altra il sistema dei partiti borghesi che non avevano la capacità di interpretare correttamente la nuova situazione post bellica e le sacrosante rivendicazioni sociali delle masse lavoratrici. Il movimento fascista nacque per rispondere alla duplice esigenza di difendere i valori patriottici, messi in discussione dalle sinistre, e cercare di interpretare in chiave nazionale il malcontento popolare, proponendo una soluzione sociale cara al sindacalismo rivoluzionario di De Ambris e Corridoni. Lo scontro con i social-comunisti era inevitabile. I fatti di Sarzana si devono inquadrare in questa cornice. Una spedizione di squadristi toscani (circa 200) nella città di Sarzana guidata da un’Amministrazione socialista, fu oggetto di una imprevista reazione della forza pubblica cui sopraggiunse l’intervento degli Arditi del Popolo contro singoli fascisti in fuga. Morirono 14 squadristi, quasi tutti molto giovani ed inesperti.

Oggi, in modo paradossale, questi fatti sono strumentalizzati dai politici di sinistra e dalle solite associazione neopartigiane per riproporre la desueta contrapposizione fascismo-antifascismo, invece di affrontare in modo serio e oggettivo quel periodo da un punto di vista storico per capirne le cause e le conseguenze.

Sia i caduti spezzini (i giovanissimi Maiani e Bisagno) sia i Caduti carraresi (Dell’Amico, Lombardini-Rizieri, Borghini, Gattini) sono stati ricordati in questo centenario portando un omaggio sulle tombe dei rispettivi monumenti – eretti negli anni Venti – e tuttora esistenti nei cimiteri della Spezia e di Carrara. Si è inoltre reso omaggio anche sul luogo dello scontro: il Viale della Stazione a Sarzana, dove oggi sorge un monumento ai Marinai d’Italia. 


Da Campo Marzio – "Tristi quei tempi in cui altro non si può fare che scrivere libri". Alfredo Oriani (home.blog)