RIPRENDIAMO IL CAMMINO


L'editoriale del mese di settembre MMXX.


Settembre. Si riparte. Pronti per riprendere insieme il cammino che abbiamo interrotto in occasione della canicola estiva (a tratti davvero insopportabile).

Cari amici, simpatizzanti, tesserati del Circolo “Dante Alighieri – Patto per la Patria” che fin qui ci avete seguito o che da ora iniziate a seguirci, rivolgiamo a voi un appello cha ha il sapore di un invito all’avventura, al coraggio, alla sfida. Lanciamo a voi la più gagliarda ed audace esortazione, ovvero la proposta di affrontare insieme un percorso accidentato sempre più difficile; del resto si sa, per noi, vale sempre l’aurea regola che un tempo fu detta al popolo italiano: “quanto maggiori sono gli ostacoli, tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli”.

Dopo il caldo e felice oblìo dell’estate, uno spettro torna ad aggirarsi per l’Europa: non più lo spettro del Comunismo, ma quello non meno pericoloso del Progressismo. Ormai, abbiamo imparato a conoscere il nostro nemico, il cui colore non è più rosso bensì giallo tendente al fuxia; tuttavia, guai ad abbassare la guardia. Dobbiamo vigilare attentamente, affinché sia spento ogni più o meno subdolo tentativo di soffocare la nostra libertà.

E’ in gioco il futuro dell’Uomo, la sua dignità. E’ in gioco il futuro della nostra Nazione, il nostro Onore.

Pensiamoci un attimo: dinanzi al recente pericolo pandemico, abbiamo assistito ad uno sbandamento delle autorità sia nazionali che locali che, tentennando, si sono dimostrate incapaci, goffe nelle loro confuse decisioni (puntualmente trapelate prima di essere ufficializzate). Scarsa responsabilità, assenza di tempestività, superficiale incompetenza. Tutto ciò è stato imperdonabile.

Eppure, dopo il grave disorientamento dei mesi scorsi, che marchiò di infamia l’attuale governicchio, Sua Emergenza Conte (facciamo nostro questo geniale appellativo coniato dal Prof. Mola) e la sua corte di buffoni tentano ora di rimediare seminando terrore mediatico e sfruttando la situazione di panico al fine di garantire un potere che sarebbe altrimenti privo di qualsiasi legittimità. Ecco allora il clima(x) di apprensione, di controlli, di tessere sanitarie, di firme e controfirme persino al ristorante, di distanziamento sociale (sic!) anziché fisico, di dpcm divenuti illegalmente legge.

Come se non bastasse, con il caso “Palamara”, abbiamo assistito increduli allo squallido spettacolo offerto da una Magistratura corrotta (per fortuna solo parzialmente, giacché magistrati onesti, seri, capaci, silenziosi e responsabili ci sono e ci saranno sempre).

Dove sono i poteri imparziali dello Stato? Dove sono gli uomini che dovrebbero incarnare l’Autorità al di sopra delle parti? Soprattutto, dov’è lo Stato, al di là delle tanto insopportabili quanto ridicole ingerenze burocratico-sanitarie? Possibile che l’Italia debba morire schiacciata dallo statalismo flaccido e “tassico-dipendente”, senza che l’anima della Nazione faccia sentire la sua voce?

In tutto ciò, il Presidente della Repubblica che fa? Mattarella? Non pervenuto.

Non possiamo subìre la prepotente strafottenza di black lives matter assetati di ignoranza. Non possiamo lasciare che le sponde della nostra amata Patria vengano insozzate e molestate da finti migranti con cellulare e cagnolino in mano.

Qualcuno ha giustamente osservato che contro i vandali molestatori di statue non c’è dialogo che tenga: occorre la violenza, quella legittima esercitata dalle forze di polizia o, laddove le garanzie di sicurezza siano latitanti, quella esercitata altrettanto legittimamente da civili armati di solo coraggio.

Contro il perbenismo idiota, contro il fanatismo dei nuovi bigotti progressisti, contro certi preti che hanno chiuso in soffitta Cristo per abbracciare gli ultimi residui putrefatti di Teologia della Liberazione. Per l’Onore e la Libertà d’Italia noi lotteremo fino alla morte.

Questo è il giuramento che noi monarchici dobbiamo proclamare solennemente hic et nunc.

Viva l’Italia!


Giovanni FLAMMA