AUGURI DI BUON 2020!


Gli auguri del Cavaliere della Corona d'Italia, Giovanni Ruzzier, per un buon 2020.


Cari Compatrioti monarchci,

l’anno che ci ha appena lasciato, ha affidato a questo 2020 la risoluzione di problemi insoluti di una estrema gravità per le conseguenze che ne deriverebbero al popolo italiano nel caso non fossero presi seri provvedimenti per dipanare il vero problema che è e rimane il lavoro, oltreché una imposizione fiscale che strozza la piccola e media industria, da sempre spina dorsale del nostro Stato.

Abbiamo un Governo con delle anime così diverse da essere litigioso e quindi inconcludente, incapace di porre un freno alla deindustrializzazione, creando cassaintegrati, precari e peggio ancora disoccupati e inidoneo a dare al Sud quelle infrastrutture che potrebbero risollevare il problema meridionale anche con profitto dell’operoso Nord Italia.

In compenso abbiamo la fortuna di poter contare sulle donne e gli uomini in uniforme,  appartenenti alle Forze Armate, alle Forze dell’Ordine ed ai Vigili del Fuoco per affermare che la sicurezza è prioritaria ed è all’attenzione dei reparti a ciò preposti, anche se talvolta il loro sforzo viene svilito da qualche singolo  magistrato, senza per questo sminuire il nobile lavoro che quotidianamente svolge la Magistratura, cui va tutta la nostra fiducia ed il nostro rispetto.

Il nostro, cari Compatrioti, è stato – da sempre – un popolo tollerante, avezzo ad aiutare chi vive nel disagio, ma è giusto evidenziare che la preoccupazione per la sicurezza, per l’integrazione dei migranti clandestini rappresenta un fattore di apprensione, per tutti. A queste persone viene concesso un contributo che i terremotati dell’Italia centrale. che vivono in prefabbricati, non ricevono, creando così una guerra fra poveri,  il cui risultato è l’insofferenza. Così come l’assistenzialismo attraverso il “reddito di cittadinanza” sta creando dei veri e propri soprusi, mentre dovrebbe aiutare i pensionati che vivono sotto la soglia dei 500 euro al mese.

Langue la ricerca,  mentre i nostri giovani laureati lasciano l’Italia per trovare all’estero quello che,  da decenni, i Governi che si sono succeduti, non hanno saputo dare,  sostenendo la scuola in tutte le sue articolazioni, scuola che viene vilipesa con continue controproducenti innovazioni ed i cui insegnanti subiscono un trattamento, anche sotto l’aspetto economico, quanto mai deludente, mortificante.

Il problema migratorio non si risolve con la distribuzione sul territorio ed in Europa dei richiedenti asilo e,  men che meno,  dei migranti economici. L’Italia, l’Europa tutta deve alzare la testa facendosi carico di sostenere nei vari paesi africani una politica di sviluppo, tale da consentire a tutti gli abitanti di quel grande continente, cui non mancano le materie prime,  una vita decorosa, laboriosa,  come fecero  Luigi di Savoia Aosta Duca degli Abruzzi e Amedeo di Savoia Aosta Vicerè d’Etiopia.  

Il primo con un innovativo progetto di sperimentazione agricola e di cooperazione con gli stati confinanti, che riuscì vincitrice, dove fondò il “Villaggio Duca degli Abruzzi” e dove morì. La sua tomba,  in tempi recenti.,  è stata profanata dall’estremismo islamico,  senza che alcun componente il Governo nazionale intervenisse a tutela di quei poveri resti. Ed ancora,  Amedeo di Savoia Vicerè di Etiopia che, nel 1938,  su indicazione dell’allora Capo del Governo dispose l’individuazione di un territorio idoneo ad ospitare una colonia iniziale di 1400 famiglie di religione ebraica. Ecco due esempi di come si combatte il fenomeno migratorio e come si crea l’integrazione.

L’Italia continua a subire i capricci della Natura. Terremoti, alluvioni, maree improvvise e rovinose, incendi, ma nulla o poco viene fatto per mettere in sicurezza il territorio, bene primario per tutti e per la nostra economia. Tutto viene differito, o peggio, la politica incapace di dare un segnale convincente, si limita a scaricare su altri le cause di tutti i mali. Questo stato di inefficienza mi auguro venga a cessare.

Cari Compatrioti, questo 2020 dovrà celebrare il 14 marzo, e mi auguro che le Istituzioni  repubblicane se lo ricordino, il bicentenario della nascita del Re Vittorio Emanuele II – Padre della Patria, cui noi non mancheremo di portare il nostro contributo storico-culturale.

Con questo spirito, nella certezza che il popolo italiano saprà, quando gli sarà concesso, di eleggere finalmente i suoi rappresentanti al Parlamento e quindi un Capo del Governo espressione della volontà popolare, che auguro a tutti un 2020 che possa ridare l’orgoglio di appartenere ad una Nazione libera, laboriosa, indipendente, orgogliosa di far parte del grande novero delle Nazioni democratiche, con la sua specificità cristiana.


Rimini, 6 gennaio 2020

Giovanni Ruzzier – Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia